APH Championship: le giornate di ritorno dall`8 febbraio 2018!

Tutto è pronto per la prima giornata di ritorno dell`APH Championship, campionato di League of Legends offerto da Nighthawk by Netgear e AKRacing. Giovedì alle 21.30 in diretta streaming sul nostro canale twitch si sfideranno APH Zero vs APH Forever!


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Nisha e LattePaperelle

Nisha e LattePaperelle spiegano cosa è APH Gaming A.S.D.

Nisha e LattePaperelle ci spiegano cosa è APH Gaming A.S.D.


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APH Championship: la sesta giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella sesta giornata dell’APH Championship vediamo le squadre sfidarsi in un altro emozionante giovedì di esport offerto da: HyperX, AKRacing e Netgear. Questi sono i risultati:

APH Tortellini in Brodo battono 2 a 0 APH Magggiche Ballerine Volanti
APH Rainbow Ponies perdono 2 a 0 contro APH Zero
APH Forever perdono 2 a 0 contro APH Chrome

Ecco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd


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APH Championship: la quinta giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella quinta giornata dell’APH Championship vediamo le squadre sfidarsi in un altro emozionante giovedì di esport offerto da: HyperX, AKRacing e Netgear. Questi sono i risultati:

APH Magggiche Ballerine Volanti pareggiano 1 a 1 contro APH Zero
APH Forever pareggiano 1 a 1 contro APH Tortellini in Brodo
APH Phoenix perdono 0 a 2 contro APH Rainbow Ponies

Ecco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd


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APH Championship: la quarta giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella quarta giornata dell’APH Championship vediamo le squadre sfidarsi in un altro emozionante giovedì di esport offerto da: HyperX, AKRacing e Netgear. Questi sono i risultati:

APH Magggiche Ballerine Volanti perdono 2 a 0 contro APH Forever

APH Phoenix perdono 2 a 0 contro APH Zero

APH Rainbow Ponies vincono 2 a 0 contro APH Chrome

Ecco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd


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APH Championship: la terza giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella terza giornata dell’APH Championship vediamo 6 squadre sfidarsi  in un altro emozionante giovedì di esport sponsorizzato HyperX, AKRacingNetgear. Questi sono i risultati :

APH Magggiche Ballerine Volanti pareggiano 1 a 1 contro APH Phoenix

APH Chrome perdono 2 a 0 contro APH Zero

APH Rainbow Ponies perdono 2 a 0 contro APH Tortellini in brodo


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APH Championship: la seconda giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Dopo il convincente esordio dell’APH Championship è andata in scena la seconda giornata del campionato marchiato APH Gaming A.S.D. e offerto da HyperX, AKRacing e Netgear.

Le partite vedono i seguenti risultati :
APH Fury battono le APH Magggiche Ballerine Volanti
APH Chrome battono gli APH Phoenix
APH Tortellini in brodo pareggiano contro gli APH Zero
APH Rainbow Ponies pareggiano contro gli APH Forever
Ecco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd


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APH Championship: la prima giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella prima giornata dell’APH Championship le 8 squadre iscritte si sono sfidate sulla Landa degli Evocatori di League of Legends ottenendo i seguenti risultati:

APH Magggiche Ballerine Volanti battono gli APH Chrome
APH Rainbow Ponies pareggiano contro gli APH Fury
APH Tortellini in brodo vincono contro gli APH Phoenix
APH Zero vincono contro gli APH Forever

Ecco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd


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APH Gaming – Cosa manca all’esport italiano?

Giovedì 23 marzo 2017 APH Gaming ha avuto il piacere di ospitare un incontro con Stefano Cozzi, meglio conosciuto come Riot Zhydaris. È stata un’occasione importante non solo per conoscere meglio la realtà di Riot Games e discutere di League of Legends ma anche, e soprattutto, per riflettere sull’attuale situazione italiana dell’esport. La domanda principale è: rispetto agli altri paesi europei, senza tirare in ballo Corea o Nord America, qual è il fattore che più ci penalizza?

La conclusione, al temine della discussione, seppur ovvia è tragicamente spiazzante. Perché ci si rende conto che la principale causa del ritardo italiano non è di tipo strutturale o economico ma prettamente sociologico. Tutte le scuse degli anni passati sono ormai decadute. Da una parte le linee internet sono sempre più avanzate, senza dimenticare che per chi non ha la possibilità di avere un PC (o console) o una linea esistono ormai in Italia più di 20 sale LAN che permettono a chiunque di crescere sia come singolo giocatore che come componente di una squadra. Dall’altra sono ormai lontani i tempi in cui gli investimenti di altre realtà erano inesistenti. I recenti ingressi di Sampdoria, Roma ed Empoli (e altri che arriveranno) su FIFA testimoniano l’interesse di società esterne al mondo degli sport elettronici. Società che sono disponibili a investire nei videogiocatori perché hanno capito che rappresentano un nuovo mezzo di comunicazione verso i nativi digitali e i millennials.

Risulta quindi chiaro che la questione rimane quasi totalmente di carattere sociologico, ovvero nella testa di coloro che non conoscono gli esports o non sono interessati a instaurare un confronto. Attenzione: non parliamo di semplici videogiochi ma di tutta la parte competitiva che li riguarda. I videogames, infatti, sono ormai totalmente sdoganati considerato che, già diversi anni fa secondo un rilevamento sul Corriere della Sera, il 43% della popolazione italiana dichiara di passare parte del proprio tempo sui titoli videoludici, con un’età media di 28 anni.

La fascia d’età con più giocatori in percentuale è proprio quella tra i 25 e i 34, un dato che dovrebbe stupire ma che, a una seconda analisi, risulta quasi scontata: sono tutti coloro che sono nati nell’epoca d’oro del boom dei videogiochi, partendo da Doom fino ai primi Tomb Raider. E i dati di oggi confermano tale tendenza con quasi un italiano su due che si dichiara giocatore e una forte presenza anche femminile vicinissima al 40%.

Qual è il problema allora se i videogiochi sono ormai sdoganati? La questione principale è che non lo sono affatto sotto il profilo della professionalità. I videogames restano comunque, nell’ottica della massa, un puro e semplice passatempo. Non è concepibile agli occhi di gran parte della popolazione che sia possibile fare di un gioco un lavoro. D’altronde molti genitori fanno ancora fatica a credere che lo sport tradizionale possa un giorno dare da mangiare ai propri figli: come pretendere, quindi, che gli sport elettronici rappresentino una percezione diversa nelle menti delle masse?

È una partita persa? Tutt’altro. Ma sta a noi videogiocatori competitivi e appassionati far cambiare la percezione che la società ha dei videogiochi, presentandoli anche come sbocco professionale ed educativo, come una qualsiasi altra disciplina tradizionale. Sta a noi dare l’esempio corretto, essere i primi a promuovere il messaggio positivo degli esports, mostrando quella professionalità che tanto pretendiamo sia riconosciuta dagli altri.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.” – Mahatma Gandhi


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APH Gaming – L’arte di saper perdere

Diversamente dagli editoriali precedenti, per questa occasione non ho ricevuto l’ispirazione da eventi di sport elettronici e affini. A stimolare la mia creatività sono stati, invece, le recenti partite del campionato italiano di calcio: protagonista, come spesso accade, la Juventus. Tralasciando il merito delle decisioni arbitrali, universalmente confutate o confermate dalle estenuanti maratone di moviole, mi ha lasciato sorpreso l’incapacità delle avversarie di accettare la sconfitta.

Prima che partano le solite polemiche, è indubbio che una sconfitta non faccia piacere a nessuno. Tantomeno quando arriva non per demeriti ma per aver subito torti arbitrali. Eppure dalla mia testa non va via l’idea che le società che praticano sport debbano rimanere composti e professionali anche davani a errori evidenti. Ne va dell’immagine dello sport, in primis. Le partite di calcio, d’altronde, sono visionate da centinaia di migliaia di spettatori in diretta video: le immagini del post partita tra Juventus e Milan, con alcuni giocatori rossoneri inferociti contro l’arbitro e le bacheche dello stadio bianconero, difficilmente saranno considerate un esempio da seguire peri bambini. Nonostante il trend di spettatori sia diminuito, non si può negare che una grossa fetta continua a guardare i match dal divano, magari in famiglia. Quale messaggio passa a chi guarda? Che il calcio è corrotto; che è possibile lamentarsi anche ferocemente senza subire conseguenze; che la Juventus non fa altro che rubare da anni e anni; e che è necessaria la VAR, la moviola in campo. A prescindere da qualsiasi considerazione personale, ai giocatori e alle squadre manca una delle componenti fondamentali del fair play e dello sport: l’arte di saper perdere.

Un discorso che in parallelo può essere serenamente applicato anche agli eSports, con le dovute differenze e analogie. Il problema della moviola, ad esempio, non esiste: essendo giocato tutto tramite computer o console, è possibile rivedere ogni azione. Ovviamente non per segnalare falli “classici”, bensì per capire se uno dei giocatori ha sfruttato indebitamente un possibile bug o glitch, unica variabile casuale che può colpire gli eSports. Come accaduto nella Week 7 dell’EULCS, il campionato europeo di League of Legends. Nel secondo game del match Giants vs Vitality, sul punteggio di 1-0, i Giants erano nettamente in vantaggio e proiettati verso la vittoria anche nel Game 2. Un bug improvviso della Orianna avversaria (sfera invisibile) ha, tuttavia, costretto gli arbitri a fermare il gioco per controllare l’accaduto. Esito: game da ricominciare da zero, senza obbligo di stessi pick e ban. Risultato del match: 2-1 per i Vitality. Sommossa popolare? Rivoluzione? Epiteti non riproponibili? Per nulla: i Giants hanno espresso il loro disappunto civilmente via Twitter specificando che solo i Vitality erano d’accordo con il remake.

Nel nostro piccolo possiamo e dobbiamo renderci conto che la percentuale di partite indipendenti dalla nostra abilità è relativamente bassa. Un troll, un giocatore afk o un bug incidono in modo non significativo nel computo totale delle vostre partite. Questi numeri indicano che quando perdete una partita non è perché voi o uno dei vostri compagni avete remato contro: avete semplicemente giocato male. O, ugualmente, gli avversari hanno giocato molto meglio di voi. Il passo successivo è accettare questa situazione e guardare oltre verso la prossima partita.

Diventa quindi più facile accettare la sconfitta? Forse no, ma al momento ho potuto osservare molta più professionalità dalle squadre di eSports che da quelle di calcio. Senza dimenticare, ovviamente, che tanti altri sport tradizionali hanno raggiunto un loro sereno equilibrio: mai sentito parlare di polemiche eclatanti nel rugby, nel tennis o nel basket. Soprattutto da quando questi sport hanno aperto all’aiuto della tecnologia. Un passo che il calcio sta compiendo con grande, troppa fatica e malvolentieri.


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L’importanza del leader e del gioco di squadra nei videogiochi

Dall’avvento del multiplayer molti canoni sono cambiati nell’interazione tra videogiocatori. A meno di competere in titoli 1v1, come può essere Starcraft o FIFA, è ormai chiaro che tutti gli altri eSport puntano a solidificare il gioco di squadra. Che sia Heroes of the Storm, Dota2, Counter-Strike o Call of Duty, l’approccio delle aziende videoludiche si è evoluto verso la cooperazione dei giocatori per portare a termine gli obiettivi.

Uno dei primi macro-esempi è senza dubbio World of Warcraft che ha insegnato a milioni di utenti che per ottenere la vittoria in un combattimento, che fosse contro Lady Vashj o su Warsong Gulch, era necessario non solo remare nella stessa direzione ma anche che ognuno facesse la propria parte in base al ruolo assegnatogli. Curare, infliggere danno o tankare, coordinandosi nel migliore dei modi. Senza dimenticare l’abituarsi ad ascoltare i comandi di chi guidava la spedizione o raid. Probabilmente un brutto colpo per chi, invece, era abituato a decidere autonomamente le strategie nei videogiochi singleplayer e stabilire di sua volontà come procedere. Una situazione che nei multiplayer non è più accettabile.

Non è un mistero che in alcuni paesi, come negli USA, aver giocato a World of Warcraft o altri multiplayer sia ben visto dalle aziende in fase di assunzione. Perché garantisce l’esistenza di una prima esperienza nel lavoro di squadra. Affatto non dissimile dai comportamenti richiesti in ambito professionale: seguire le direttive, eseguirle in modo efficace ed efficiente, proporre soluzioni innovative per il superamento di un ostacolo, sapersi coordinare con il gruppo di lavoro. Spesso un buon leader lo si riconosce quando si ha una squadra che mette al primo posto il teamworking: senza l’aiuto reciproco e la sinergia di gruppo anche il migliore dei leader cadrebbe alla prima difficoltà.

Un leader, però, deve meritare la fiducia del proprio team. Una fiducia che arriva quando la persona dimostra di saper prendere le decisioni corrette per il futuro della squadra: mai anteporre interessi personali o agire contro il bene del team. Il miglior modo per conquistarla, tuttavia, rimane il confronto continuo tra i protagonisti: parlare, comunicare, anche sfogarsi. L’importante è risolvere tutti i problemi prima di un incontro, lasciandosi alle spalle qualsiasi scoria; perché entrare in partita con un minimo dubbio potrebbe comprometterne il risultato. Un esempio di leader universalmente riconosciuto su League of Legends è Hai, storico midlaner dei Cloud9. Famoso per le sue call, le decisioni prese (quasi) sempre al momento giusto lo hanno reso indispensabile a suo tempo per la squadra. Talmente tanto che, quando si infortunò al polso e chiamarono Jensen a sostituirlo, passò addirittura nel ruolo di jungler prima e di support poi pur di non perdere la sua leadership: non tanto perché avrebbe indovinato ogni chiamata (di fatto, impossibile) ma perché era la persona di cui l’intero team si fidava di più. Approdato quest’anno all’NALCS con il nuovo team dei FlyQuest, ancora come midlaner, sta conducendo la sua squadra alle prime posizioni in classifica nonostante la scarse aspettative della vigilia. La spiegazione è semplice: compensano il livello qualitativo inferiore con il lavoro di gruppo; ognuno nel team sa qual è il suo ruolo e lo svolge nel migliore dei modi, seguendo alla cieca le indicazioni di Hai, di cui si fidano come di se stessi.

Non è più possibile, anche negli eSports, pensare esclusivamente agli individualismi: i multiplayer hanno cambiato il modo di vedere i videogiochi portando il singolo “io” a evolversi in un “noi” di squadra.


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Academy e Classroom: dal 2017 nuovi servizi in APH Gaming!

Il 2016 è stato un anno denso di iniziative in casa APH Gaming. Non solo abbiamo partecipato a diversi eventi dal vivo, come le esperienze di Roma e Lucca, indimenticabili, o le varie LAN presso le sale che ci hanno accolto, ma abbiamo anche proposto tornei e competizioni online in collaborazione con il nostro partner HyperX che ci ha quotidianamente sostenuto con i montepremi sia su League of Legends che su Counter-Strike: GO.

L’iniziativa più impegnativa e che ha rappresentato per noi una vera scommessa è invece stata l’Academy: dedicare tempo e risorse alla formazione professionale all’educazione dei videogiocatori. Un progetto che ha ricevuto un’ottima risposta dai nostri soci che hanno creato diversi team Academy, tutti protagonisti dei vari eventi organizzati da APH Gaming ASD e i suoi partner. Un’occasione non solo di crescita individuale ma utile per conoscersi meglio e cementificare il senso di appartenenza all’associazione.

Siamo consapevoli, tuttavia, che non tutto ha funzionato alla perfezione come magari avremmo voluto. D’altronde è stata per noi la prima esperienza e siamo pronti a raccogliere il feedback ricevuto per migliorare i nostri servizi per il 2017. La prima misura riguarderà l’allargamento dei titoli: non solo League of Legends e CS:GO ma anche Call of Duty, Overwatch e Heroes of the Storm. Una necessità espressa da molti soci che siamo felici di soddisfare perché è giusto che ognuno possa sperimentare la crescita competitiva nel videogioco che preferisce.

Il secondo cambiamento riguarderà le quattro ore settimanali di coaching su LoL e CS:GO. Non saranno più esclusivamente lezioni individuali e riservate ai singoli ruoli ma saranno mirate a una più profonda conoscenza delle dinamiche di squadra: lezioni sulle varie team composition, le diverse strategie da poter utilizzare e quando sono più o meno convenienti sono solo alcuni esempi dei nuovi argomenti che verranno affrontati. Insegnanti saranno, ancora una volta, coloro che rappresentano APH Gaming ai più alti livelli competitivi: i ragazzi capitanati da Artikov per LoL e quelli guidati da Cervantes su CS:GO. Le Classroom saranno delle vere e proprie lezioni settimanali per League of Legends e Counter Strike, un corso strutturato come una materia scolastica (ma senza troppi compiti per casa, promesso) di cui vi forniremo i dettagli al più presto.

Il 2017 sarà per APH Gaming una nuova sfida nel migliorare l’esperienza dei propri associati. Ricordatevi che siamo sempre a disposizione per qualsiasi suggerimento: vi auguriamo un buon inizio 2017.


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APH Gaming: nasce l’Academy di CS:GO!

Vista l’ottima esperienza vissuta con l’Academy di League of Legends e la formazione di numerosi team ufficiali, APH Gaming ASD ha deciso di ampliare l’offerta riservata ai propri soci dedicandosi anche ad altri titoli competitivi per promuovere gli sport elettronici e la crescita dei singoli videogiocatori. Per questo motivo l’associazione ha aperto la nuova sezione Academy di Counter-Strike: GO, l’FPS targato Valve tra i primi al mondo per visualizzazioni su Twitch.

Abbiamo raccolto le parole del presidente di APH Gaming ASD Fabio Vittori:

Nell’ultima assemblea associativa era stato espressamente richiesto da alcuni nostri soci la creazione di un Academy per CS:GO, titolo su cui APH Gaming ASD già compete con il proprio team ufficiale. Abbiamo ascoltato attentamente la proposta e le esigenze dei nostri soci, optando, in accordo con il team di CS:GO, per un riscontro positivo. Inizieremo al più presto a proporre nuove attività di contorno al semplice coaching, già attivo, per aiutare i nostri player a migliorare e creare ancora più sinergia di gruppo.

Come per League of Legends, anche per CS:GO si applicherà il Regolamento Academy già presentato, di cui vi invitiamo a prenderne visione: Regolamento Academy. Per qualsiasi domanda o richiesta di informazioni potete contattare le seguenti figure:

Responsabile di Settore – Edoardo D’Amore

Responsabile di Reparto – Samuele Mediani

APH Gaming ASD


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L’Academy di League of Legends cambia marcia!

Dopo quasi un anno di studio, rodaggio e innumerovoli prove, visti gli eccellenti risultati ottenuti e la risposta positiva dei soci, APH Gaming ASD ha deciso di raddoppiare i propri sforzi puntando al passo successivo dell’Academy di League of Legends: creare una “scuola” che non risponda esclusivamente all’esigenza di migliorarsi sotto il profilo tecnico ma anche, e soprattutto, sotto il profilo professionale.

Uno dei principali obiettivi di APH Gaming ASD è la promozione degli eSports come attività sportiva in tutti i suoi aspetti: primo fra tutti, come preannunciato, è la professionalità. L’intento è quello di preparare i videogiocatori di domani alle future esperienze lavorative inerenti gli sport elettronici: che siano player, coach, analisti o caster, è necessario lavorare con una mentalità propositiva, seria e ricettiva verso le critiche costruttive.

Per questi motivi APH Gaming ha deciso di dotarsi di un Regolamento Academy, valido per le sezioni competitive di League of Legends, Counter-Strike: GO e Call of Duty,  che esprime per punti tutti quegli aspetti che andranno seguiti e rispettati per intero. Vi invitiamo a visionare per intero il regolamento prima di inoltrarvi nel percorso dell’Academy al quale chiunque è invitato a partecipare all’interno della vita dell’associazione. Per qualsiasi domanda o informazione potrete rivolgervi al responsabile di settore della sezione Academy di APH Gaming ASD per League of Legends:

Responsabile di Settore: Alessio Sportiello

Responsabili di Reparto: Cristian Pascari, Carlo D’Amore, Daniele Basso

Inoltre vi possiamo anticipare che per i Team Academy di League of Legends sarà organizzato, con l’inizio del nuovo anno, un campionato a loro interamente dedicato i cui premi verranno presto rivelati.

Vi ringraziamo per l’attenzione,

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