APH Gaming – Cosa manca all’esport italiano?

Giovedì 23 marzo 2017 APH Gaming ha avuto il piacere di ospitare un incontro con Stefano Cozzi, meglio conosciuto come Riot Zhydaris. È stata un’occasione importante non solo per conoscere meglio la realtà di Riot Games e discutere di League of Legends ma anche, e soprattutto, per riflettere sull’attuale situazione italiana dell’esport. La domanda principale è: rispetto agli altri paesi europei, senza tirare in ballo Corea o Nord America, qual è il fattore che più ci penalizza? La conclusione, al temine della discussione, seppur ovvia è tragicamente spiazzante. Perché ci si rende conto che la principale causa del ritardo italiano non è di tipo strutturale o economico ma prettamente sociologico. Tutte le scuse degli anni passati sono ormai decadute. Da una parte le linee internet sono sempre più avanzate, senza dimenticare che per chi non ha la possibilità di avere un PC (o console) o una linea esistono ormai in Italia più di 20 sale LAN che permettono a chiunque di crescere sia come singolo giocatore che come componente di una squadra. Dall’altra sono ormai lontani i tempi in cui gli investimenti di altre realtà erano inesistenti. I recenti ingressi di Sampdoria, Roma ed Empoli (e altri che arriveranno) su FIFA testimoniano l’interesse di società esterne al mondo degli sport elettronici. Società che sono disponibili a investire nei videogiocatori perché hanno capito che rappresentano un nuovo mezzo di comunicazione verso i nativi digitali e i millennials.Risulta quindi chiaro che la questione rimane quasi totalmente di carattere sociologico, ovvero nella testa di coloro che non conoscono gli esports o non sono interessati a instaurare un confronto. Attenzione: non parliamo di semplici videogiochi ma di tutta la parte competitiva che li riguarda. I videogames, infatti, sono ormai totalmente sdoganati considerato che, già diversi anni fa secondo un rilevamento sul Corriere della Sera, il 43% della popolazione italiana dichiara di passare parte del proprio tempo sui titoli videoludici, con un’età media di 28 anni.La fascia d’età con più giocatori in percentuale è proprio quella tra i 25 e i 34, un dato che dovrebbe stupire ma che, a una seconda analisi, risulta quasi scontata: sono tutti coloro che sono nati nell’epoca d’oro del boom dei videogiochi, partendo da Doom fino ai primi Tomb Raider. E i dati di oggi confermano tale tendenza con quasi un italiano su due che si dichiara giocatore e una forte presenza anche femminile vicinissima al 40%. Qual è il problema allora se i videogiochi sono ormai sdoganati? La questione principale è che non lo sono affatto sotto il profilo della professionalità. I videogames restano comunque, nell’ottica della massa, un puro e semplice passatempo. Non è concepibile agli occhi di gran parte della popolazione che sia possibile fare di un gioco un lavoro. D’altronde molti genitori fanno ancora fatica a credere che lo sport tradizionale possa un giorno dare da mangiare ai propri figli: come pretendere, quindi, che gli sport elettronici rappresentino una percezione diversa nelle menti delle masse?È una partita persa? Tutt’altro. Ma sta a noi videogiocatori competitivi e appassionati far cambiare la percezione che la società ha dei videogiochi, presentandoli anche come sbocco professionale ed educativo, come una qualsiasi altra disciplina tradizionale. Sta a noi dare l’esempio corretto, essere i primi a promuovere il messaggio positivo degli esports, mostrando quella professionalità che tanto pretendiamo sia riconosciuta dagli altri.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.” - Mahatma Gandhi


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APH Gaming – L’arte di saper perdere

Diversamente dagli editoriali precedenti, per questa occasione non ho ricevuto l'ispirazione da eventi di sport elettronici e affini. A stimolare la mia creatività sono stati, invece, le recenti partite del campionato italiano di calcio: protagonista, come spesso accade, la Juventus. Tralasciando il merito delle decisioni arbitrali, universalmente confutate o confermate dalle estenuanti maratone di moviole, mi ha lasciato sorpreso l'incapacità delle avversarie di accettare la sconfitta. Prima che partano le solite polemiche, è indubbio che una sconfitta non faccia piacere a nessuno. Tantomeno quando arriva non per demeriti ma per aver subito torti arbitrali. Eppure dalla mia testa non va via l'idea che le società che praticano sport debbano rimanere composti e professionali anche davani a errori evidenti. Ne va dell'immagine dello sport, in primis. Le partite di calcio, d'altronde, sono visionate da centinaia di migliaia di spettatori in diretta video: le immagini del post partita tra Juventus e Milan, con alcuni giocatori rossoneri inferociti contro l'arbitro e le bacheche dello stadio bianconero, difficilmente saranno considerate un esempio da seguire peri bambini. Nonostante il trend di spettatori sia diminuito, non si può negare che una grossa fetta continua a guardare i match dal divano, magari in famiglia. Quale messaggio passa a chi guarda? Che il calcio è corrotto; che è possibile lamentarsi anche ferocemente senza subire conseguenze; che la Juventus non fa altro che rubare da anni e anni; e che è necessaria la VAR, la moviola in campo. A prescindere da qualsiasi considerazione personale, ai giocatori e alle squadre manca una delle componenti fondamentali del fair play e dello sport: l'arte di saper perdere.Un discorso che in parallelo può essere serenamente applicato anche agli eSports, con le dovute differenze e analogie. Il problema della moviola, ad esempio, non esiste: essendo giocato tutto tramite computer o console, è possibile rivedere ogni azione. Ovviamente non per segnalare falli "classici", bensì per capire se uno dei giocatori ha sfruttato indebitamente un possibile bug o glitch, unica variabile casuale che può colpire gli eSports. Come accaduto nella Week 7 dell'EULCS, il campionato europeo di League of Legends. Nel secondo game del match Giants vs Vitality, sul punteggio di 1-0, i Giants erano nettamente in vantaggio e proiettati verso la vittoria anche nel Game 2. Un bug improvviso della Orianna avversaria (sfera invisibile) ha, tuttavia, costretto gli arbitri a fermare il gioco per controllare l'accaduto. Esito: game da ricominciare da zero, senza obbligo di stessi pick e ban. Risultato del match: 2-1 per i Vitality. Sommossa popolare? Rivoluzione? Epiteti non riproponibili? Per nulla: i Giants hanno espresso il loro disappunto civilmente via Twitter specificando che solo i Vitality erano d'accordo con il remake. Nel nostro piccolo possiamo e dobbiamo renderci conto che la percentuale di partite indipendenti dalla nostra abilità è relativamente bassa. Un troll, un giocatore afk o un bug incidono in modo non significativo nel computo totale delle vostre partite. Questi numeri indicano che quando perdete una partita non è perché voi o uno dei vostri compagni avete remato contro: avete semplicemente giocato male. O, ugualmente, gli avversari hanno giocato molto meglio di voi. Il passo successivo è accettare questa situazione e guardare oltre verso la prossima partita.Diventa quindi più facile accettare la sconfitta? Forse no, ma al momento ho potuto osservare molta più professionalità dalle squadre di eSports che da quelle di calcio. Senza dimenticare, ovviamente, che tanti altri sport tradizionali hanno raggiunto un loro sereno equilibrio: mai sentito parlare di polemiche eclatanti nel rugby, nel tennis o nel basket. Soprattutto da quando questi sport hanno aperto all'aiuto della tecnologia. Un passo che il calcio sta compiendo con grande, troppa fatica e malvolentieri.
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L’importanza del leader e del gioco di squadra nei videogiochi

Dall’avvento del multiplayer molti canoni sono cambiati nell’interazione tra videogiocatori. A meno di competere in titoli 1v1, come può essere Starcraft o FIFA, è ormai chiaro che tutti gli altri eSport puntano a solidificare il gioco di squadra. Che sia Heroes of the Storm, Dota2, Counter-Strike o Call of Duty, l’approccio delle aziende videoludiche si è evoluto verso la cooperazione dei giocatori per portare a termine gli obiettivi. Uno dei primi macro-esempi è senza dubbio World of Warcraft che ha insegnato a milioni di utenti che per ottenere la vittoria in un combattimento, che fosse contro Lady Vashj o su Warsong Gulch, era necessario non solo remare nella stessa direzione ma anche che ognuno facesse la propria parte in base al ruolo assegnatogli. Curare, infliggere danno o tankare, coordinandosi nel migliore dei modi. Senza dimenticare l’abituarsi ad ascoltare i comandi di chi guidava la spedizione o raid. Probabilmente un brutto colpo per chi, invece, era abituato a decidere autonomamente le strategie nei videogiochi singleplayer e stabilire di sua volontà come procedere. Una situazione che nei multiplayer non è più accettabile.Non è un mistero che in alcuni paesi, come negli USA, aver giocato a World of Warcraft o altri multiplayer sia ben visto dalle aziende in fase di assunzione. Perché garantisce l’esistenza di una prima esperienza nel lavoro di squadra. Affatto non dissimile dai comportamenti richiesti in ambito professionale: seguire le direttive, eseguirle in modo efficace ed efficiente, proporre soluzioni innovative per il superamento di un ostacolo, sapersi coordinare con il gruppo di lavoro. Spesso un buon leader lo si riconosce quando si ha una squadra che mette al primo posto il teamworking: senza l’aiuto reciproco e la sinergia di gruppo anche il migliore dei leader cadrebbe alla prima difficoltà. Un leader, però, deve meritare la fiducia del proprio team. Una fiducia che arriva quando la persona dimostra di saper prendere le decisioni corrette per il futuro della squadra: mai anteporre interessi personali o agire contro il bene del team. Il miglior modo per conquistarla, tuttavia, rimane il confronto continuo tra i protagonisti: parlare, comunicare, anche sfogarsi. L’importante è risolvere tutti i problemi prima di un incontro, lasciandosi alle spalle qualsiasi scoria; perché entrare in partita con un minimo dubbio potrebbe comprometterne il risultato. Un esempio di leader universalmente riconosciuto su League of Legends è Hai, storico midlaner dei Cloud9. Famoso per le sue call, le decisioni prese (quasi) sempre al momento giusto lo hanno reso indispensabile a suo tempo per la squadra. Talmente tanto che, quando si infortunò al polso e chiamarono Jensen a sostituirlo, passò addirittura nel ruolo di jungler prima e di support poi pur di non perdere la sua leadership: non tanto perché avrebbe indovinato ogni chiamata (di fatto, impossibile) ma perché era la persona di cui l’intero team si fidava di più. Approdato quest’anno all’NALCS con il nuovo team dei FlyQuest, ancora come midlaner, sta conducendo la sua squadra alle prime posizioni in classifica nonostante la scarse aspettative della vigilia. La spiegazione è semplice: compensano il livello qualitativo inferiore con il lavoro di gruppo; ognuno nel team sa qual è il suo ruolo e lo svolge nel migliore dei modi, seguendo alla cieca le indicazioni di Hai, di cui si fidano come di se stessi.Non è più possibile, anche negli eSports, pensare esclusivamente agli individualismi: i multiplayer hanno cambiato il modo di vedere i videogiochi portando il singolo “io” a evolversi in un “noi” di squadra.
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Alla ricerca dell’equilibrio tra mondo reale e virtuale

Nell’ultima puntata di Presa Diretta, programma del noto giornalista Riccardo Iacona in onda sulla RAI, si è esplorato il mondo dei videogiochi. Purtroppo, come ormai spesso accade, l’ambiente videoludico è descritto come una terra pericolosa e colma di insidie. Come già affermato in un precedente editoriale, nessuno può affermare che i videogiochi non comportino problemi, soprattutto quando si verifica l’assenza di regolamentazione, autocoscienziosa o imposta, che spinge il videogiocatore o la videogiocatrice a non “staccarsi” da un mondo fittizio. La dipendenza da internet è una questione che va indubbiamente affrontata: il problema dei programmi TV è che la dipendenza rappresenta il protagonista quasi assoluto delle discussioni condotte. Senza mai presentare anche i lati positivi che un videogioco possiede. E non sono pochi.In questa sede vorrei tentare di affrontarne uno in particolare, tanto estremizzato dai media: l’estraniarsi dalla vita reale. I videogiochi creano mondi fittizi, virtuali, spesso non conformi alla realtà. E’ sufficiente pensare alle varie edizioni di Dark Soul con ambientazione fantasy o ad Halo con i caratteri futuristici, inclusi alieni e armi laser. Mondi diversi, irreali è vero: ma non è forse quello che l’uomo ha sempre cercato? I media accusano i videogiocatori di estraniarsi totalmente dalla vita reale, di rifuggirla. Impossibile dire che non sia vero ma al tempo stesso non rappresentano la maggioranza di coloro che hanno come passatempo il PC o le Console. Come in tutte le cose, è necessario trovare un equilibrio, in questo caso ricercandolo tra il mondo reale e quello fantasioso dei videogiochi. D’altronde non è una novità per l’uomo, sia antico che moderno, che ha sempre cercato di creare e immaginare nuovi mondi per andare oltre i limiti della propria mente umana. Un libro o un film non sono forse un modo per dimenticare, almeno per qualche ora, la vita frenetica di tutti i giorni? Che siamo felici o meno, il mondo reale è inequivocabilmente immutabile con le sue beltà e atrocità. Evadere dal vissuto quotidiano è una forma di allenamento anche per il nostro cervello: l’immaginazione è una delle stimolazioni cerebrali più intense e che richiedono più lavoro da parte delle sinapsi, costrette a collegare stimoli in arrivo da mondi intangibili. Sognare è una delle attività più complesse che esistono nell’uomo in cui l’immaginazione prende il sopravvento per un tempo a volte anche irrisorio. C’è chi cerca di dimenticare il proprio mondo reale con l’alcol o le droghe e chi, più sapientemente, cerca un luogo immaginario dove rifugiarsi: che sia con la lettura di un libro, con la visione di un film o con una tastiera tra le mani poco importa. Purché stimolino la fantasia e l’immaginazione, il vero motore del pensiero dell’uomo.

"La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto." - Albert Einstein


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APH Gaming presenta il nuovo team di CS:GO!

APH Gaming ha sempre deciso di tenersi al limite della scena competitiva nel pieno spirito degli obiettivi dell’associazione: promuovere gli sport elettronici ed educare gli appassionati di videogiochi al nuovo settore delle competizioni elettroniche. Tuttavia, quando si presentano le giuste occasioni, è necessario rivalutare la propria posizione e, anche con un po’ d’incoscienza, puntare al livello successivo dell’eSport. Annunciamo quindi con grande piacere l’ingresso in APH Gaming di un nuovo team di Counter-Strike: GO che rappresenterà APH Gaming ASD per tutto il 2017 nei principali eventi competitivi italiani e internazionali:
  • Dino "viper" Siroti,
  • Lorenzo "g1ampa" Giampaolini,                                         
  • Antonio “XaMpp” Abruzzese,
  • Matteo "Kreesh" Castagna,
  • Gabriele “Snarpeppo” Battistata.
Si tratta, per chi mastica la scena italiana, di alcuni nomi blasonati e già conosciuti insieme a nuovi talenti e giocatori proveniente da altri titoli. Li abbiamo intervistati per conoscere le loro intenzioni e i progetti per il 2017.Salve ragazzi e benvenuti nella grande famiglia di APH Gaming. Sia individualmente che come squadra avete ottenuto numerosi trofei e vittorie: e sembra che non abbiate intenzione di fermarvi.Team: Assolutamente. Dopo la vittoria nella ESL Weekly Cup abbiamo intenzione di proseguire fino ad arrivare sulla vetta dell’eSport.Viper: Sicuramente il conseguimento di risultati in Italia ed Europa aiutano, ma la cosa più importante è non perdere di vista l’obiettivo principale: continuare a migliorare impegnandoci costantemente.Come avete conosciuto la realtà di APH Gaming?T: L’abbiamo conosciuta tramite gli eventi LAN e online che ha effettuato nei mesi precedenti come l’HyperX LAN Tournament e le Weekly Cup sempre targata HyperX.V: Nelle ultime LAN, a cui ho partecipato, ho avuto l’opportunità di conoscere alcuni player APH. Sicuramente le ottime parole su APH Gaming hanno aiutato a finalizzare l’accordo.Quale pensate che sia lo stato di salute della scena competitiva italiana?T: Al momento non c’è una vera e propria scena italiana di CS:GO poiché i continui cambi di lineup provocano rotture nelle squadre, alcune volte difficili da risanare.V: Non delle migliori. Vedo che per alcuni team risulta difficile trovare la giusta serietà. L’impegno inizialmente non manca a nessuna squadra, il problema è la costanza.Quali possono essere le principali differenze tra un torneo online e uno in LAN? Voi quali preferite?T: Preferiamo decisamente le LAN per le emozioni che comportano e per il sentimento che viene fuori nel giocare contro i propri avversari, faccia a faccia. La principale differenza è il poter giocare con i propri compagni realmente fianco a fianco.V: In una battaglia ad armi pari, il migliore ha la meglio. Essere in LAN permette inoltre di potersi confrontare con altri player, oltre ad intensificare il rapporto tra compagni di team, provando esperienze non di tutti i giorni.Quali sono i vostri appuntamenti a breve e medio termine? Avete delle LAN già in programma?T: Al momento siamo in attesa di ESL e Gfinity, affiancando strategie nuove che giornalmente proviamo in allenamento. Siamo in attesa di un grande evento.V: Attualmente siamo impegnati in alcuni tornei, allenandoci ogni giorno contro altri team in Europa. La voglia di partecipare e di dimostrare la nostra abilità è tanta, basta solamente aspettare il momento giusto.Ancora benvenuti e un grandissimo augurio per il vostro e nostro futuro da oggi insieme nel percorso competitivo.
Per conoscerli meglio:Dino "Viper" SirotiUno dei più esperti giocatori di CS:GO della scena competitiva italiana con la partecipazione a più di 25 eventi LAN e online negli ultimi tre anni. Non solo tornei settimanali ma anche la presenza alle più importanti competizioni sia italiane che internazionali con le migliori multigaming italiane. Una guida per il team e una sicurezza per gli spettatori: benvenuto Viper!Lorenzo "g1ampa" GiampaoliniPassione e competitività sono i suoi punti di forza: sempre a completa disposizione del team con il suo ottimo utilizzo sia del Rifle che dell’AWP. Il vero jolly della squadra pronto a tutto per ottenere la vittoria.Matteo "Kreesh" CastagnaGiovane talento scovato da Viper tra i più promettenti a livello di Aim: per lui un futuro tutto da scrivere!Antonio “XaMpp” AbruzzeseUno dei giocatori con più esperienza competitiva alle spalle proveniente dalla scena di Point Blank con successi non solo in Italia ma anche in Europa, come la vittoria della National Championship Europe 2016 e la conquista del viaggio in Thailandia. Una risorsa che si rivelerà utilissima anche su CS:GO.Gabriele “Snarpeppo” BattistataRappresenta il pianificatore del team: lo stratega che cerca di costruire sempre un piano per affrontare ogni possibile situazione. Abile anche nell’improvvisazione quando necessaria.
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I videogiochi fanno davvero male?

La risposta, ovviamente, è sì. Così come l'alcol (vino e birra), le droghe (pesanti o leggere che siano), così come le patatine fritte o i dolci. Eppure solo alcuni tra questi vengono additati come possibili responsabili di efferati omicidi. Così come nel caso dell'ultimo fatto di cronaca nera che mi ha portato a scrivere questo editoriale.Chi scrive è una persona che fin dall'età di quattro anni ha giocato ai videogiochi: iniziando con Doom. Eppure non ho mai avuto istinti omicidi o reazioni violente. Il segreto? L'uso responsabile. Ancora una volta i videogiochi sono un bersaglio facile per i media da additare: d'altronde siamo pieni di titoli videoludici che trattano di guerra, sparatorie, omicidi. E' anche vero che, per un genitore, è molto più semplice lasciare il proprio figlio ore e ore davanti ai videogiochi piuttosto che tentare di fargli capire che quello che fa è sbagliato. Così come molti genitori cercano di spiegare ai propri pargoli che di fumo e birra non bisogna mai abusare. O almeno si suppone che lo facciano.La realtà, spesso, è che tanti giovani sono lasciati in balia di stessi, usufruendo di un certo quantitativo di libertà che non sono ancora abili nel gestire al meglio. La società si è evoluta ma non significa necessariamente che si cresce prima, anzi. La questione è che la maturità piena viene raggiunta più tardi se la si compara con le generazioni precedenti. Ovviamente parliamo di maturità nel gestire il difficile equilibrio tra doveri e piaceri. Il merito, o la colpa a seconda dei vostri punti di vista, è dell'aumento del tasso di istruzione. Sempre più ragazzi preferiscono proseguire gli studi piuttosto che entrare nel mondo del lavoro. E per fortuna, aggiungerei. Il problema è che un sedicenne di oggi non necessariamente ha la stessa maturità di un sedicenne delle passate generazioni nell'affrontare la vita.Qualcuno potrebbe obiettare che allora è necessario regolamentare il mercato e la vendita dei videogiochi, così come lo Stato ha già fatto con droghe e alcol. Il dettagli che molti telegiornali e redazioni di carta stampata dimenticano è che in realtà il settore dei titoli videoludici è già regolamentato: il numero sotto PEGI indica esattamente l'età consigliata per giocare a un videogioco. Esattamente come alcuni film sono vietati ai minori di 18 o anche 14 anni, lo stesso avviene per i videogames. E' inevitabile però che, se al cinema un dodicenne non potrebbe entrare per guardare un film a lui vietato, nessuno obietta quando un genitore compra un titolo PEGI 18+  a suo figlio di 8 anni. Ed è giusto non obiettare perché in quel caso non è il venditore a prendersene la responsabilità, ma il genitore stesso.Perché, anziché comprare un gioco al figlio per tenerlo impegnato, non si prova con lui quale sia l'esperienza del videogioco? Non solo per vedere se adatto all'età del pargolo ma anche per istruirlo e spiegare passo passo che non è quella la vita reale.La risposta definitiva alla domanda contenuta nel titolo di questo editoriale cambia ma non troppo. I videogiochi restano pericolosi ma non più di quanto non lo siano altri vizi o passioni: è necessario un uso responsabile per tempo e mentalità per non rimanerne stregati.
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APH Gaming e CS:GO Italia uniscono le forze!

Il nuovo anno di APH Gaming inizia come era finito il vecchio: sempre alla ricerca di nuove collaborazioni per promuovere lo sport elettronico in Italia e i numerosi eventi competitivi. Dopo aver già stretto un'alleanza con la community di League of Legends Italia, abbiamo deciso di coinvolgere un'altra realtà per il secondo titolo competitivo da noi trattato.E' con grande piacere che annunciamo l'inizio di una proficua collaborazione con CS:GO Italia, la più imponente e importante comunità italiana di Counter-Strike: GO. Il successo dei nostri HyperX Weekly Tournament di CS:GO hanno riscontrato un ritorno più che positivo dai giocatori di tutto lo stivale con numerose squadre partecipanti alle due tappe svoltesi finora. Un successo che ha convinto Fulvio Iannetti, uno dei responsabili della community, a intraprendere un percorso insieme ad APH Gaming, come confermato dal nostro presidente Fabio Vittori:"Siamo davvero orgogliosi di aver dato alla scena competitiva e amatoriale di CS:GO un appuntamento importante e da seguire per tutti gli appassionati. Scegliere CS:GO Italia è stato il passo naturale in quest'ottica per fornire un evento ancora più completo e che possa soddisfare le esigenze di tutti: non possiamo che ringraziali per la fiducia che hanno riposto nel nostro lavoro passato e futuro."Siamo fiduciosi che rappresenterà una collaborazione fondamentale per tutti i giocatori italiani di CS:GO. Restate sintonizzati sui nostri canali per conoscere il prossimo evento!
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APH Gaming Review 2016

Fine 2016: è tempo di bilanci per noi e per chiunque ci ha seguito nell'ultimo anno. Una crescita costante che ci conduce al 2017 con fiducia. Abbiamo iniziato a gennaio con mille dubbi, più che leciti, e senza conoscere bene quale sarebbe stata la nostra situazione dodici mesi dopo. Una semplice community di videogiocatori e appassionati: chi si occupava di streaming, chi di Youtube, chi di Twitch, chi di organizzare eventi. Non possiamo nascondere che tutto questo avveniva nel piccolo di ognuno di noi con ogni socio che dava il massimo di se stesso per portare ad APH Gaming un contributo anche minimo e far conoscere la nostra realtà a una platea sempre più ampia.Non ci aspettavamo di certo che, di lì a pochi mesi, la nostra associazione sarebbe cresciuta a dismisura nel contesto dell'eSport italiano. Partendo dai partner che hanno creduto in noi durante il 2016 e che hanno sposato la nostra mission: con HyperX , MSI  e Erreà Sport abbiamo raggiunto un'intesa immediata che ci ha fatto fare il salto di qualità. Non solo, ci ha permesso inoltre di essere presenti ai maggiori eventi dal vivo realizzati in Italia. Non possiamo dimenticare quanto siano stati importanti per noi il Torino Comics di aprile, i due Romics e l'evento principe di tutti: il Lucca Comics&Games in cui siamo stati protagonisti veri presso lo stand HyperX.I progetti Academy hanno poi conferito ad APH Gaming il valore aggiunto di cui la nostra associazione aveva necessità per rimarcare anche il lato competitivo. Diventando anche organizzatore di eventi online e dal vivo e collaborando con diverse realtà: dalla community di League of Legends Italia a quella di CS:GO e relative dirette streaming. Ma anche con le sale LAN che ci hanno affidato il difficile compito gestionale dei tornei: 404 Esports Lounge Bar e Titan Gaming Center in primis.Abbiamo fatto passi da gigante e il merito non è di un singolo, del presidente o del segretario. Il merito è di ognuno di voi e di noi, di ogni socio che ha dato tutto affinché APH Gaming crescesse nel segno degli eSports. A tutti voi auguriamo quindi un sereno 2017 e uno splendido inizio d'anno.

Grazie, di cuore, a tutti voi!

APH GAMING ASD


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Academy e Classroom: dal 2017 nuovi servizi in APH Gaming!

Il 2016 è stato un anno denso di iniziative in casa APH Gaming. Non solo abbiamo partecipato a diversi eventi dal vivo, come le esperienze di Roma e Lucca, indimenticabili, o le varie LAN presso le sale che ci hanno accolto, ma abbiamo anche proposto tornei e competizioni online in collaborazione con il nostro partner HyperX che ci ha quotidianamente sostenuto con i montepremi sia su League of Legends che su Counter-Strike: GO. L’iniziativa più impegnativa e che ha rappresentato per noi una vera scommessa è invece stata l’Academy: dedicare tempo e risorse alla formazione professionale all’educazione dei videogiocatori. Un progetto che ha ricevuto un’ottima risposta dai nostri soci che hanno creato diversi team Academy, tutti protagonisti dei vari eventi organizzati da APH Gaming ASD e i suoi partner. Un’occasione non solo di crescita individuale ma utile per conoscersi meglio e cementificare il senso di appartenenza all’associazione. Siamo consapevoli, tuttavia, che non tutto ha funzionato alla perfezione come magari avremmo voluto. D’altronde è stata per noi la prima esperienza e siamo pronti a raccogliere il feedback ricevuto per migliorare i nostri servizi per il 2017. La prima misura riguarderà l’allargamento dei titoli: non solo League of Legends e CS:GO ma anche Call of Duty, Overwatch e Heroes of the Storm. Una necessità espressa da molti soci che siamo felici di soddisfare perché è giusto che ognuno possa sperimentare la crescita competitiva nel videogioco che preferisce. Il secondo cambiamento riguarderà le quattro ore settimanali di coaching su LoL e CS:GO. Non saranno più esclusivamente lezioni individuali e riservate ai singoli ruoli ma saranno mirate a una più profonda conoscenza delle dinamiche di squadra: lezioni sulle varie team composition, le diverse strategie da poter utilizzare e quando sono più o meno convenienti sono solo alcuni esempi dei nuovi argomenti che verranno affrontati. Insegnanti saranno, ancora una volta, coloro che rappresentano APH Gaming ai più alti livelli competitivi: i ragazzi capitanati da Artikov per LoL e quelli guidati da Cervantes su CS:GO. Le Classroom saranno delle vere e proprie lezioni settimanali per League of Legends e Counter Strike, un corso strutturato come una materia scolastica (ma senza troppi compiti per casa, promesso) di cui vi forniremo i dettagli al più presto.Il 2017 sarà per APH Gaming una nuova sfida nel migliorare l’esperienza dei propri associati. Ricordatevi che siamo sempre a disposizione per qualsiasi suggerimento: vi auguriamo un buon inizio 2017.
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Gli APH T1 in finale di Winter Cup: questa sera la diretta dalle 21.30

Congratulazioni ai nostri rappresentanti della sezione competitiva di League of Legends: gli APH Gaming T1 sono riusciti a raggiungere la finale della Winter Cup, torneo 5v5 organizzato da Offline Players. Competizione iniziata il 5 dicembre, attraverso un percorso impegnativo che li ha portato ad affrontare numerose formazioni, prima nella fase a gironi e poi in quella a eliminazione diretta, hanno conquistato il diritto a giocare l’ultimo atto che sarà trasmesso in diretta streaming sul canale ufficiale di APH Gaming T1.Dopo aver affrontato nei gironi i Next Gaming Ladies Mystic e gli Operazione Colibrì, ai quarti hanno dovuto superare i Ground Zero, team affiliato a Powned.it, e gli Overturnfate eSport in semifinale. Il match conclusivo sarà contro i Muppets, squadra composta da:
  • MrAukerman (Top/Mid)
  • Jungler Alpha (Jungler)
  • teoreds (Midlane/Jungler/Bot)
  • TSUNAMI199 (Bot/Midlane)
  • Shepherd97 (Support)
  • CenzZizz93 (Jungler/Support - sub)
  • Mófreður (Bot - sub)
Questa sera, dalle 21.30, vi aspettiamo su Twitch TV con la regia affidata al nostro carissimo Fedelol e il commento della coppia che ci accompagnerà lungo tutta la serata della Best of 3: “Tromby97” e “Feelfree”.

Non mancate, vi aspettiamo per tifare tutti insieme i nostri APH T1!


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APH Gaming e gli eSports – Il significato di essere socio

“Votare è un nostro diritto.” Falso. O, meglio, non del tutto vero. Votare, secondo la Costituzione italiana tanto bistrattata, non è esclusivamente un diritto che ogni cittadino che abbia compiuto la maggiore età può esercitare a piacimento. Lungi dal condannare chi decide di non votare, resta l’affermazione che il voto è anche e soprattutto in dovere civile: esso incarna l’obbligo di ogni cittadino di partecipare alla vita pubblica dello stato e a concorrere alla sua evoluzione politica. Perché un preambolo così corposo di educazione civica, vi starete chiedendo. D’altronde siamo una semplice ASD. Eppure la vita di un’associazione sportiva dilettantistica è assimilabile a quella di uno stato. Un consiglio elettivo che fa da esecutivo e un presidente che la rappresenta. Alla base di tutto il socio: un’entità spesso sottovalutata e dalla stessa persona che la incarna. Come il cittadino comune, anche il socio vive all’interno dell’ASD con una serie non solo di diritti, ma anche e soprattutto di doveri. Un particolare che spesso viene dimenticato dai principali attori dell’associazione. Far parte di un’ASD significa entrare in una comunità, con tutte le conseguenze che comporta: il rispetto, la cortesia, la collaborazione e la partecipazione attiva. APH Gaming, in tal senso, non è semplicemente una dispensatrice di servizi. Non è un’azienda tenuta a soddisfare le esigenze del cliente dietro pagamento. Ogni servizio è frutto della collaborazione tra i vari soci che mettono a disposizione il loro tempo e le proprie risorse, conoscenze e abilità per migliorare l’esperienza degli altri soci all’interno della comunità. Che siano grafiche, pubblicità sui social o ore di coaching è tutto lavoro volontario di chi si mette in gioco per aiutare tutti i consociati a crescere, professionalmente e non solo.Siamo una fantastica comunità: APH Gaming è cresciuta enormemente in un tempo relativamente breve. Ognuno di noi ha il diritto di farne parte ma anche il dovere di partecipare alla vita dell’ASD: è questo il senso di appartenenza a un’associazione.
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APH Gaming per l’eSport – Il rispetto per l’avversario

Essere un’Associazione Sportiva Dilettantistica non garantisce esclusivamente l’inserimento dei tornei nel registro delle manifestazioni sportive. Indubbiamente rappresenta un luogo, anche virtuale grazie alle moderne tecnologie, di aggregazione e di confronto che stimoli i soci alla condivisione di idee e di ideali, oltre all’aiuto reciproco. Questo è tutto quanto è contenuto nella parola “Associazione”.Il messaggio che spesso, purtroppo, non passa riguarda invece la parola “Sportiva”. Non è un caso che non sia utilizzata la parola “eSportiva”. Che gli eSports non siano uno sport dal punto di vista fisico può essere una critica condivisibile ma nessuno può affermare in alcun modo che i due mondi non condividano gli stessi principi: impegno, dedizione, sacrificio, rispetto per l’avversario. E’ proprio di quest’ultimo, oggi, che ci occuperemo sulle pagine virtuali di APH Gaming ASD.E’ un argomento che spesso viene ignorato dalla moltitudine dei videogiocatori. Non sempre intenzionalmente, intendiamoci. La maggior parte delle volte accade quasi senza rendersene conto ma non può e non deve essere una giustificazione. Il perché avvenga in queste modalità è facilmente spiegabile pensando alla differenza tra lo sport e gli eSports, in particolare agli sport elettronici praticati a un livello inferiore. Non stiamo parlando, ovviamente, dei giocatori professionisti dell’LCS di League of Legends o dell’ELEAGUE di CS:GO, nonostante anche loro, in alcuni casi, abbiano bisogno di fermarsi e ragionare. Vogliamo affrontare, in questa sede, i comportamenti di ognuno di noi nel nostro piccolo. La differenza principale, a cui accennavamo prima, riguarda la presenza fisica del nostro avversario. Durante una partita amichevole a calcetto, basket, tennis o altro ancora, difficilmente offenderemmo l’avversario. Il carattere “for fun” della partita non intacca la voglia di vincere, che resta immutata, così come l’impegno che ognuno mette in campo per ottenere la vittoria. Ma al di là di qualche richiamo più o meno severo, capita davvero di rado che volino offese mirate a far male. A meno che non siate degli anti-sportivi. Il punto è che nei multiplayer online anche chi non si sognerebbe mai di offendere l’avversario a calcetto, puntualmente sbotta. La differenza è proprio nella presenza fisica: non avere davanti la persona che gioca contro di noi ma un semplice personaggio seguito da un nickname sembra eliminare ogni nostro freno inibitore.Quando giochiamo dobbiamo sempre pensare che dall’altra parte dello schermo ci sono persone come noi ma di cui non conosciamo nulla: come sia andata la loro giornata, quale sia la loro situazione familiare ed economica. Tante, troppe variabili per poterci permettere di giudicare i nostri avversari o di inveire contro di loro. Quanto volte siete entrati in game arrabbiati o tristi o anche, perché no, strafelici? O ancora stanchi, stressati o su di giri? Pensate di essere le uniche persone a vivere emozioni umane quando giocate?La risposta deve, ovviamente, essere negativa. Tutti coloro che giocano con e contro di voi (sì, anche francesi e spagnoli) sono persone come voi che vivono una vita simile alla vostra con tutte le conseguenze che comporta. Non dimenticatelo la prossima volta che entrate in game. Appartenere a un'ASD significa anche accettare tutti gli ideali di sport.

Be positive. Be respectful.


Per saperne di piùHyperX: MSI Italy: Erreà: Skynet:
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APH Gaming presenta il CS:GO HyperX Weekly Tournament #2!

Torna l'appuntamento con gli HyperX Weekly Tournament di CS:GO. Dopo l'ottima risposta di giocatori e pubblico per il primo evento, APH Gaming ripropone il torneo per gli appassionati dell'FPS Valve con ricchi premi in palio forniti dal nostro sponsor HyperX.Come già accaduto nella scorsa edizione, ogni squadra dovrà schierare cinque giocatori titolari con un massimo di quattro riserve obbligatorie. L'appuntamento è per il 19 dicembre 2016 alle ore 21.30 con i principali match che saranno trasmessi in diretta streaming sul canale Twitch di APH Gaming. Rimanete sintonizzati con noi per scoprire tutti i dettagli sui caster e sulle squadre partecipanti.

Le iscrizioni sono già aperte: non perdete l'evento online targato APH Gaming ASD!

Premi: Info
  • Iscrizioni: dal 1 dicembre 2016 al 18 dicembre 2016
  • Data di inizio: 19 dicembre 2016 – Start ore 21.30
  • Luogo: Online
L'evento è riservato ai soli tesserati GEC - Giochi Elettronici Competitivi. Per chi fosse sprovvisto di tessera, può richiederla tramite l'apposita sezione di APH Gaming ASD.
Per saperne di più HyperX: MSI Italy: Erreà: Skynet:
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APH Gaming e Skynet Gaming presentano l’HyperX Tournament!

Il 18 dicembre 2016 a Brescia arriva l’eSport targato APH Gaming con un torneo LAN 5v5 di League of Legends in collaborazione con Skynet Gaming.APH Gaming è lieta di presentare un nuovo evento dedicato al mondo competitivo del MOBA di casa Riot Games con il più alto numero di visualizzazioni e giocatori al mondo. Un videogioco che unisce generazioni, semplici spettatori e puri appassionati. Skynet Gaming, nuova casa di APH Gaming, ospiterà l’evento nella sua innovativa sala LAN di Brescia con HyperX che supporterà l’evento con il ricco montepremi in palio. Oltre ai nostri partner anche il prezioso aiuto mediatico della community League of Legends Italia, la più numerosa del nostro paese.La Landa degli Evocatori sarà il teatro degli scontri tra le squadre composte da cinque giocatori fino a un massimo di quattro riserve aggiuntive non obbligatorie. La stessa modalità utilizzata nei grandi tornei internazionali: dall’LCS ai Worlds, dal campionato coreano a quello brasiliano. Un evento da non perdere nel centro cittadino di Brescia!

Premi

Iscrizioni

  • Fino alle ore 12.00 del 18 dicembre.
  • Costo di iscrizione: 10,00 euro/giocatore
Evento riservato ai soli tesserati GEC - Giochi Elettronici Competitivi. Per chi è sprovvisto può effettuare il tesseramento in loco o attraverso il sito di APH Gaming ASD aphgaming.com.

Quando

  • Check-in: 18 dicembre – h. 11.30
  • Data di inizio: 18 dicembre – h. 12.00

Dove

  • Skynet Gaming – Via San Faustino, 64 -Brescia

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HyperX Weekly Tournament #5: torna lo spettacolo di League of Legends!

Dopo la pausa di Lucca torna lo spettacolo di League of Legends targato APH Gaming con gli HyperX Weekly Tournament e premi mozzafiato.Il 28 e 29 novembre 2016 APH Gaming ASD vi attende per il quinto appuntamento con la competizione che mette in palio succosi premi e che finora ha visto la partecipazione di decine di team. Un'occasione per provare formazioni e strategie, giocatori e campioni: un'esperienza utile sia per chi inizia ad approcciarsi agli eventi competitivi che per chi vuole invece confermarsi sulla scena competitiva.Lunedì 28 e martedì 29, dalle 21.00, vi aspettiamo in diretta streaming sul canale Twitch di APH Gaming per raccontarvi in diretta le emozioni delle partite. Non mancate!Premi
  • 1° Team Classificato: 5 HyperX MousePad Fury
  • dal 2° all'8° Team classificato: da comunicare
Iscrizioni
  • Fino alle ore 24.00 del 25 novembre
Data di inizio: 28 novembre – h. 21.00
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APH Gaming e Titan presentano l’HyperX Tournament!

Il 27 novembre il Titan Gaming Center sarà lieta di ospitare l'HyperX Tournament di League of Legends in collaborazione con APH Gaming ASD.HyperX e APH Gaming ancora insieme per un evento dal vivo. Questa volta in collaborazione con il Titan Gaming Center di Milano per l'HyperX Tournament. Un massimo di 8 squadre con premi fino al quarto classificato si contenderanno il succoso prizepool messo a disposizione dal nostro partner. La Landa degli Evocatori, come di consueto, sarà lo scenario perfetto per gli scontri 5v5 e determinare i campioni del Titan.Avrete tempo fino alle 11.30 del 27 novembre per iscrivervi all'evento secondo le modalità descritte nel regolamento. Tutte le partite saranno disputate in LAN presso il Titan Gaming Center di Via Giuseppe Govone, 31 – Milano. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati: non mancate!Premi
  • 1° Team Classificato: 5 HyperX Cloud Stinger + 1200RP, Ryze, Ryze Trionfante, Potenziamento PI da 4 vittorie
  • 2° Team classificato: 5 Drive USB HyperX Savage 128GB + 600RP, Potenziamento PI da 4 vittorie
  • 3° Team classificato: 400RP, Potenziamento PI da 4 vittorie
  • 4° Team classificato: 200RP, Potenziamento PI da 4 vittorie
Quando, dove, regolamento, iscrizioni, costi
  • Check-in: 27 novembre – h. 11.30
  • Data di inizio: 27 novembre – h. 12.00
  • Luogo: Titan Gaming Center – Via Giuseppe Govone, 31 – Milano
  • Regolamento - Iscrizioni
  • Costo di iscrizione: 10,00 euro/giocatore

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Da Palermo a Milano: arriva il torneo di HS che attraversa lo stivale!

Tre realtà unite per un unico scopo: fornire uno spettacolo di altissimo livello di Hearthstone! APH Gaming ASD è lieta di presentare l’evento Hallow’s End, frutto della collaborazione tra due sale LAN d’Italia. Stiamo parlando del Cyberground e-Sport Bar di Palermo e del 404 eSport Lounge Bar di Milano che il 19 novembre proporranno il primo torneo di Hearthstone giocato contemporaneamente in due sale LAN. Due regioni distanti tra loro che grazie alla rete, e al torneo MSI della Milan Games Week, si son potuti conoscere decidendo di unire le forze. Insieme a loro, ovviamente, anche la presenza del nostro partner HyperX, sempre pronto a sostenere le iniziative per la promozione degli sport elettronici in Italia con un montepremi più che consistente messo a disposizione per i primi quattro classificati. Senza dimenticare l’apporto di Intel, ancora una volta presente alla chiamata.L’evento sarà giocato in modalità Last Hero Standing con tabellone a doppia eliminazione: perdere una partita non comprometterà definitivamente il vostro percorso ma vi sarà consentita una seconda occasione. Di seguito la dichiarazione congiunta:“La collaborazione e amicizia tra il 404 e il Cyberground nasce alla Milan Games Week 2016, in occasione della competizione nazionale di League of Legends indetta da MSI. La squadra del Cyberground è arrivata al primo posto ma non ci siamo lasciati scoraggiare. Con vero spirito sportivo abbiamo messo da parte le rivalità e deciso di unire le forze! Il 404 e il Cyberground sono più di semplici sale LAN: rappresentano un luogo di ritrovo per tutti i professionisti, appassionati, affascinati e curiosi del mondo dei videogiochi ed è per questo che a rafforzare questa amicizia c’è l’Associazione Sportiva Dilettantistica APH Gaming, la quale nasce per promuovere la cultura degli eSports in Italia, sostenendo sia i videogiocatori competitivi che i semplici appassionati. 404, Cyberground e APH Gaming sono orgogliosi di presentare sabato 19 novembre il primo torneo di HS giocato contemporaneamente all’interno di due sale LAN agli antipodi dello stivale! Il bello di internet è anche questo.”Siete pronti a una sfida che attraverserà tutto lo stivale?Premi:
  • 1° Classificato: 1 HyperX Cloud Stinger + 100 euro.
  • 2° Classificato: 1 Drive USB HyperX Savage 256 GB + 50 euro.
  • 3° Classificato: 1 Drive USB HyperX Savage 128 GB + 20 euro.
  • 4° Classificato: 1 Drive USB HyperX Savage 64 GB.
Quando, dove e come:
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Comunicato ufficiale: APH Gaming lascia Lega eSport

Ad aprile 2016 APH Gaming ASD ha aderito con entusiasmo alla fondazione e alla formazione di un organismo che tutelasse le varie ASD inerenti il mondo dello sport elettronico e le multigaming italiane: Lega eSport. Essa rappresenta l’insieme dei team italiani che si prefiggono lo scopo “di sviluppare, promuovere, regolamentare e disciplinare l’attività videoludica e gli aspetti ad essa connessi”. Finalità nobili e in linea con i principi su cui si basa APH Gaming, esplicitati dall’aderenza allo statuto del settore GEC - Giochi Elettronici Competitivi e che abbiamo pertanto deciso di sposare.Tuttavia, trascorsi circa sette mesi dalla data di inizio, Lega eSport al giorno d’oggi non ha ancora concretizzato e messo in pratica tutti quegli strumenti che si era prefissata di costruire per rispettare gli obiettivi della stessa. Ad oggi Lega eSport non risulta, purtroppo, in grado di rappresentare le ASD e le multigaming italiane nel loro percorso di promozione degli sport elettronici, tutt’al più vista e considerata lo scarno dialogo con GEC - Giochi Elettronici Competitivi, settore di riferimento e di regolamentazione primaria dei tornei e delle associazioni affiliate. Senza dimenticare che le attività proposte da Lega eSport sono già svolte e promosse da GEC in prima persona: contratti, cartellini, regole, standard, distribuzione degli introiti dai tornei. Finora GEC - Giochi Elettronici Competitivi ha adempiuto a ogni singolo dovere, tutelando e garantendo i diritti, e i doveri, di ogni singola associazione a essa affiliata senza mai venir meno al proprio impegno.Inoltre APH Gaming non riscontra alcun vantaggio dall’appartenere all’organismo Lega eSport allo stato attuale delle cose, essendo la nostra un’associazione mirata più alla promozione di contenuti multimediali (streaming, video, social, etc) e allo sviluppo di una comunità di videogiocatori pulita e in linea con i dettami proposti da GEC - Giochi Elettronici Competitivi.In virtù dei punti elencati precedentemente, APH Gaming ASD comunica che da oggi 11 novembre 2016 l’associazione esce formalmente dall’appartenenza a Lega eSport con cui non avrà alcun legame.Auguriamo vivamente a Lega eSport di riuscire nel proprio scopo e di raggiungere gli obiettivi prefissati per il bene degli sport elettronici in Italia. Ringraziamo inoltre tutte le ASD e le multigaming con cui ci siamo interfacciati in questi mesi in Lega eSport e che sono state motivo di un confronto pacato e costruttivo per la promozione degli eSports.

Il Consiglio Direttivo 11 novembre 2016

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APH Gaming ASD presenta il team di Call of Duty!

League of Legends, Hearthstone, Counter-Strike: GO: APH Gaming non si ferma ed è il momento di proseguire nel panorama eSportivo allargando i propri orizzonti. È giunto il tempo di presentare gli elementi che comporranno il team di Call of Duty, nuova sezione competitiva di APH che in molti avevano già notato tra le righe nelle scorse settimane. Quale migliore occasione dei festeggiamenti per il loro terzo posto al torneo italiano 2v2 per presentarli? Un ottimo inizio: complimenti!A CoD si gioca in quattro ma come ogni team serio che si rispetti è necessario avere un sostituto pronto a subentrare che giochi sulla stessa linea d’onda dei titolari come fossero un’unica entità. Abbandoniamo ogni indugio e vi presentiamo il nostro nuovo team che abbiamo intervistato:
  • Giacomo “JackTheDreamer” Bernardo: AR anchor
  • Lorenzo “il_loree” Stefani: SMG obj/support
  • Leonardo “Geese-X” Giron: AR slayer
  • Samuele “SamuelSMay” Sfingi: AR anchor
  • Alessio “MrHater95” Diliberto: SMG support
Il team di CoD al completo
Il team di CoD al completo
Prima di tutto vi diamo un caloroso benvenuto su APH Gaming. Come vi siete trovati in questi primi tempi?Giacomo: Davvero molto bene! Qui ci si sente in una grande famiglia, i soci ci hanno dato subito un caloroso benvenuto. Credo che ci sia un bel feeling tra gli appassionati di tutti i giochi.Lorenzo: Benissimo, un inizio ottimo direi. Abbiamo sperimentato una disponibilità che ci ha sorpreso.Leonardo: Grazie! E’ stato un vero piacere entrare a far parte di questa grande famiglia.Samuele: Benissimo! Siamo stati accolti calorosamente dagli altri membri e il clima all’interno di questa grande multigaming è incredibilmente favorevole a ogni tipo di gioco/console!Alessio: Molto bene, ho notato molta disponibilità e simpatia in questa realtà sportiva, sono contento di farne parte. Da quanto tempo giocate insieme? E’ stato il gioco a farvi conoscere o eravate in contatto già da prima?Capitano: Giochiamo insieme da febbraio ma Alessio è l’ultimo arrivato, a marzo per la precisione. Con lui ci siamo conosciuti sul gruppo Facebook di Decerto che sarebbe la community italiana di Call of Duty. Eravamo tutti all’interno di altri team ma abbiamo deciso dopo tanto lavoro di crearne uno nostro e tuffarci nel competitive.Avete già partecipato ad eventi in passato come team? Che tipo di esperienza è stata?Capitano: Il nostro attuale team è  giovane ma abbiamo già tutti avuto esperienze di questo livello. Per quel che riguarda il team attuale abbiamo partecipato a 2 ODC per la Pro League di CoD e partecipato ad alcuni tornei organizzati dalla Major League Gaming (MLG), o meglio conosciuta come GameBattles.Per quale motivo vi siete appassionati a CoD? Come convincereste chi non lo hai mai provato a giocarci?Giacomo: Da CoD World at War il mio mondo è diventato uno sparatutto in prima persona. Divertentissimo e nelle sezioni competitive occorre un ottima conoscenza del gioco e di tattica.Lorenzo: All’ inizio si giocava a casa di amici a Black Ops 1 e da semplice divertimento è diventata una vera e propria passione. Mi ha trascinato sempre più grazie alle emozioni indescrivibili che ti fanno provare ma al tempo stesso bisogna essere intelligenti e saper usare il cervello per collaborare attivamente all’interno del team.Leonardo: Il motivo si chiama “BLACK OPS 2”. Grazie a lui ho deciso di lanciarmi anche nel competitivo: è un gioco che consiglierei a chiunque a occhi chiusi.Samuele: Mi sono appassionato alla serie Call of Duty dopo aver giocato per la prima volta online al titolo Modern Warfare 3. Penso sia un gioco capace di dare molto per quanto riguarda il panorama del competitive grazie a mappe ben equilibrate, armi varie e accessoriabili e dinamiche di gioco molto veloci che lasciano spazio a movimenti frenetici ma anche a tattiche statiche e precise. Call of Duty in una parola? COMPETITIVO!Alessio: Ho iniziato a giocare a CoD da Modern Warfare 1 su PC non sapendo nemmeno che gioco fosse. Mi sono spostato su console qualche anno dopo con l’uscita di Modern Warfare 3 e poi tutti gli altri a seguire senza mai stancarmi.Tifate per qualche squadra in particolare a livello internazionale?Giacomo: A livello italiano gli iDomina Sublime sono il team da supportare a mio avviso per portarlo sempre più in alto a livello europeo! Nomino comunque gli splyce come team internazionale che seguo maggiormente ma credo che gli OpTic siano il team migliore.Lorenzo: in linea di massima la mia preferita è quella degli OpTic,.seguiti a ruota dai Faze!Leonardo: OpTic Gaming, nessun dubbio.Samuele: A livello internazionale ci sono molti team meritevoli di grandi vittorie ma i migliori restano e resteranno sempre gli OpTic Gaming a mio avviso.Alessio: Non tifo nessuna squadra in particolare nel mondo del competitive, mi piace guardarne molte e cercare di imparare qualcosa da ognuna di esse.Al CoD XP 2016 hanno trionfato, ancora una volta, gli americani con il team degli EnVyUs. Eppure finalmente le squadre europee sono riuscite a essere protagoniste, prima fra tutte l’altra finalista Splyce. Perché secondo voi esiste questa palese differenza di abilità tra le due sponde dell’Atlantico?Capitano: In America è considerato come un lavoro. Gli stessi player sono pagati per giocare con regolare stipendio e i montepremi sono ricchissimi! In ogni evento hanno sponsor che forniscono tutti i macchinari necessari. Insomma, nel caso in cui tu sia un competitive player in America hai una vita decisamente più avvantaggiata come videogiocatore. In italia si vive di solo calcio, o quasi. Un giorno, forse non troppo lontano, succederà anche da noi.La scena competitiva di CoD sembra essersi risvegliata anche in Italia dopo un anno da incubo. Personalità come Ivan “Rampage In The Box” Grieco, Giorgio “Pow3r” Calandrelli o lo stesso presidente degli iDomina eSports, Alessandro Pasti, stanno utilizzando tutte le loro forze in un’unica direzione. E’ quella giusta per avere successo secondo voi?Capitano: Il competitive in Italia sta avendo un grande sviluppo e siamo contenti di vedere che qualcuno sta impiegando tempo e denaro per sostenerlo. Sempre più ragazzi si affacciano a questo mondo che per adesso rimane comunque solo una passioe ma credo che con questo progetto si otterranno ottimi risultati!Quali sono i vostri obiettivi futuri? Competizioni in programma?Capitano: Riuscire ad integrarci a pieno con il nuovo titolo che ormai è alle porte. A novembre  uscirà infatti il nuovo Call of Duty Infinite Warfare. Crescere, crescere e ancora crescere per ottenere qualche buon piazzamento in LAN. Ne approfittiamo per ringraziare tutto lo staff di APH Gaming per l’accoglienza e per aver creduto in noi: davvero tanti complimenti per il vostro percorso negli eSports!Vi ringraziamo per la disponibilità e vi auguriamo un futuro radioso con APH Gaming. Best of luck!
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APH Gaming a Lucca C&G 2016- Diario di un “articolista”

Ore 6.40. Suona la sveglia di prima mattina. E’ l’alba, la sera precedente abbiamo raggiunto il letto a un’ora meno che decente. I tentativi di svegliare tutti e dodici gli occupanti della casa naufragano quasi subito. Tra dormiveglia e sonno pesante solo in pochi siamo già pronti alle 7.15 per partire alla volta di Lucca: il primo Lucca Comics&Games da protagonisti.Come avrete intuito non si tratta del solito articolo che trovate su APH Gaming: né un comunicato, né un’intervista ma un racconto dell’esperienza vissuta a una delle fiere più prestigiose al mondo. Un tributo, in realtà, a tutti i soci e ai partner che hanno creato qualcosa di incredibile: una connessione di intenti che ha tracciato l’obiettivo comune e che ha seguito la stessa identica direzione per cinque lunghi felici giorni. HyperX nelle persone di Fabio e Cristian hanno accolto ognuno di noi come in una grande famiglia: persone nuove e già conosciute si sono riunite nell’offrire un servizio all’altezza che permettesse a tutti gli avventori della fiera di interagire con noi di APH, con lo stand e di provare videogiochi, tastiere, mouse, monitor ma anche le “semplici” sedie. Un’esperienza non da tutti i giorni: soprattutto se ricordiamo che alcune periferiche erano addirittura in anteprima. Dalle 8.00 alle 20.00 (e ben oltre) streamer, youtuber e soci si sono alternati nel lavoro volontario: uno spirito di appartenenza all’associazione che in pochissimi, forse nessuno, può vantare di avere in Italia. Persone che si sono scoperte improvvisamente intrattenitori calcando il ruolo a meraviglia nelle varie attività: YuriZ9, R3b0rn, Rykkuchan e Lyvane hanno dato puro spettacolo.A Lucca è accaduto un po’ di tutto. Annunci e presentazioni: Erreà che da gennaio 2017 sarà fornitore ufficiale di APH Gaming ASD. Collaborazioni recenti che hanno trovato conferma nella presenza di Maicol di MSI Italy. Nuove amicizie che son nate: sia per APH Gaming con la presenza di Fabio di G2A e della meravigliosa Giada Robin che per i singoli soci che hanno finalmente potuto dare un volto fisico a quelle persone fino a quel momento conosciute solo attraverso chat vocali e scritte, tramite videogiochi e discussioni su Facebook. Senza dimenticare i “vecchi” amici che ci son venuti a trovare come la sempre splendida Kurolily o l’esperto Draker88 insieme al fido Tesk. Accoglienza, senso di appartenenza, volontà di aiutare, amicizia: sono queste le caratteristiche che hanno formato un’esperienza unica. Lucca è una faticaccia immane, la stanchezza ti pervade ogni sera e i tuoi piedi gridano pietà a ogni passo. Eppure vorresti non finisse mai.Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di un evento che ha unito intenti, emozioni e professionalità: grazie HyperX, MSI, G2A, Erreà, il presidente di APH Fabio Vittori e tutti i soci che hanno interagito, chi in prima linea allo stand, chi ha contribuito animando e collaborando dall’esterno.Buon Dula a tutti, alla prossima!

Francesco “Deugemo” Lombardo


Per saperne di piùHyperX: MSI Italy: Erreà: G2A: Lucca Comics&Games:
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