APH Championship: le giornate di ritorno dall`8 febbraio 2018!

Tutto è pronto per la prima giornata di ritorno dell`APH Championship, campionato di League of Legends offerto da Nighthawk by Netgear e AKRacing. Giovedì alle 21.30 in diretta streaming sul nostro canale twitch si sfideranno APH Zero vs APH Forever!

I nostri partnerErreà: AKRacing: Nighthawk by Netgear: eNgage:
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APH Championship: la sesta giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella sesta giornata dell’APH Championship vediamo le squadre sfidarsi in un altro emozionante giovedì di esport offerto da: HyperX, AKRacing e Netgear. Questi sono i risultati:
APH Tortellini in Brodo battono 2 a 0 APH Magggiche Ballerine Volanti APH Rainbow Ponies perdono 2 a 0 contro APH Zero APH Forever perdono 2 a 0 contro APH Chrome
Ecco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd

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APH Championship: la quinta giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella quinta giornata dell’APH Championship vediamo le squadre sfidarsi in un altro emozionante giovedì di esport offerto da: HyperX, AKRacing e Netgear. Questi sono i risultati:
APH Magggiche Ballerine Volanti pareggiano 1 a 1 contro APH Zero APH Forever pareggiano 1 a 1 contro APH Tortellini in Brodo APH Phoenix perdono 0 a 2 contro APH Rainbow Ponies
Ecco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd

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APH Championship: la quarta giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella quarta giornata dell'APH Championship vediamo le squadre sfidarsi in un altro emozionante giovedì di esport offerto da: HyperX, AKRacing e Netgear. Questi sono i risultati:
APH Magggiche Ballerine Volanti perdono 2 a 0 contro APH ForeverAPH Phoenix perdono 2 a 0 contro APH ZeroAPH Rainbow Ponies vincono 2 a 0 contro APH Chrome
Ecco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd

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APH Championship: la terza giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella terza giornata dell'APH Championship vediamo 6 squadre sfidarsi  in un altro emozionante giovedì di esport sponsorizzato HyperX, AKRacingNetgear. Questi sono i risultati :APH Magggiche Ballerine Volanti pareggiano 1 a 1 contro APH PhoenixAPH Chrome perdono 2 a 0 contro APH ZeroAPH Rainbow Ponies perdono 2 a 0 contro APH Tortellini in brodo
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APH Championship: la seconda giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Dopo il convincente esordio dell’APH Championship è andata in scena la seconda giornata del campionato marchiato APH Gaming A.S.D. e offerto da HyperX, AKRacing e Netgear.Le partite vedono i seguenti risultati : APH Fury battono le APH Magggiche Ballerine Volanti APH Chrome battono gli APH Phoenix APH Tortellini in brodo pareggiano contro gli APH Zero APH Rainbow Ponies pareggiano contro gli APH Forever Ecco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd

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APH Championship: la prima giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella prima giornata dell’APH Championship le 8 squadre iscritte si sono sfidate sulla Landa degli Evocatori di League of Legends ottenendo i seguenti risultati:APH Magggiche Ballerine Volanti battono gli APH Chrome APH Rainbow Ponies pareggiano contro gli APH Fury APH Tortellini in brodo vincono contro gli APH Phoenix APH Zero vincono contro gli APH ForeverEcco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd

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APH Gaming – L’arte di saper perdere

Diversamente dagli editoriali precedenti, per questa occasione non ho ricevuto l'ispirazione da eventi di sport elettronici e affini. A stimolare la mia creatività sono stati, invece, le recenti partite del campionato italiano di calcio: protagonista, come spesso accade, la Juventus. Tralasciando il merito delle decisioni arbitrali, universalmente confutate o confermate dalle estenuanti maratone di moviole, mi ha lasciato sorpreso l'incapacità delle avversarie di accettare la sconfitta. Prima che partano le solite polemiche, è indubbio che una sconfitta non faccia piacere a nessuno. Tantomeno quando arriva non per demeriti ma per aver subito torti arbitrali. Eppure dalla mia testa non va via l'idea che le società che praticano sport debbano rimanere composti e professionali anche davani a errori evidenti. Ne va dell'immagine dello sport, in primis. Le partite di calcio, d'altronde, sono visionate da centinaia di migliaia di spettatori in diretta video: le immagini del post partita tra Juventus e Milan, con alcuni giocatori rossoneri inferociti contro l'arbitro e le bacheche dello stadio bianconero, difficilmente saranno considerate un esempio da seguire peri bambini. Nonostante il trend di spettatori sia diminuito, non si può negare che una grossa fetta continua a guardare i match dal divano, magari in famiglia. Quale messaggio passa a chi guarda? Che il calcio è corrotto; che è possibile lamentarsi anche ferocemente senza subire conseguenze; che la Juventus non fa altro che rubare da anni e anni; e che è necessaria la VAR, la moviola in campo. A prescindere da qualsiasi considerazione personale, ai giocatori e alle squadre manca una delle componenti fondamentali del fair play e dello sport: l'arte di saper perdere.Un discorso che in parallelo può essere serenamente applicato anche agli eSports, con le dovute differenze e analogie. Il problema della moviola, ad esempio, non esiste: essendo giocato tutto tramite computer o console, è possibile rivedere ogni azione. Ovviamente non per segnalare falli "classici", bensì per capire se uno dei giocatori ha sfruttato indebitamente un possibile bug o glitch, unica variabile casuale che può colpire gli eSports. Come accaduto nella Week 7 dell'EULCS, il campionato europeo di League of Legends. Nel secondo game del match Giants vs Vitality, sul punteggio di 1-0, i Giants erano nettamente in vantaggio e proiettati verso la vittoria anche nel Game 2. Un bug improvviso della Orianna avversaria (sfera invisibile) ha, tuttavia, costretto gli arbitri a fermare il gioco per controllare l'accaduto. Esito: game da ricominciare da zero, senza obbligo di stessi pick e ban. Risultato del match: 2-1 per i Vitality. Sommossa popolare? Rivoluzione? Epiteti non riproponibili? Per nulla: i Giants hanno espresso il loro disappunto civilmente via Twitter specificando che solo i Vitality erano d'accordo con il remake. Nel nostro piccolo possiamo e dobbiamo renderci conto che la percentuale di partite indipendenti dalla nostra abilità è relativamente bassa. Un troll, un giocatore afk o un bug incidono in modo non significativo nel computo totale delle vostre partite. Questi numeri indicano che quando perdete una partita non è perché voi o uno dei vostri compagni avete remato contro: avete semplicemente giocato male. O, ugualmente, gli avversari hanno giocato molto meglio di voi. Il passo successivo è accettare questa situazione e guardare oltre verso la prossima partita.Diventa quindi più facile accettare la sconfitta? Forse no, ma al momento ho potuto osservare molta più professionalità dalle squadre di eSports che da quelle di calcio. Senza dimenticare, ovviamente, che tanti altri sport tradizionali hanno raggiunto un loro sereno equilibrio: mai sentito parlare di polemiche eclatanti nel rugby, nel tennis o nel basket. Soprattutto da quando questi sport hanno aperto all'aiuto della tecnologia. Un passo che il calcio sta compiendo con grande, troppa fatica e malvolentieri.
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L’importanza del leader e del gioco di squadra nei videogiochi

Dall’avvento del multiplayer molti canoni sono cambiati nell’interazione tra videogiocatori. A meno di competere in titoli 1v1, come può essere Starcraft o FIFA, è ormai chiaro che tutti gli altri eSport puntano a solidificare il gioco di squadra. Che sia Heroes of the Storm, Dota2, Counter-Strike o Call of Duty, l’approccio delle aziende videoludiche si è evoluto verso la cooperazione dei giocatori per portare a termine gli obiettivi. Uno dei primi macro-esempi è senza dubbio World of Warcraft che ha insegnato a milioni di utenti che per ottenere la vittoria in un combattimento, che fosse contro Lady Vashj o su Warsong Gulch, era necessario non solo remare nella stessa direzione ma anche che ognuno facesse la propria parte in base al ruolo assegnatogli. Curare, infliggere danno o tankare, coordinandosi nel migliore dei modi. Senza dimenticare l’abituarsi ad ascoltare i comandi di chi guidava la spedizione o raid. Probabilmente un brutto colpo per chi, invece, era abituato a decidere autonomamente le strategie nei videogiochi singleplayer e stabilire di sua volontà come procedere. Una situazione che nei multiplayer non è più accettabile.Non è un mistero che in alcuni paesi, come negli USA, aver giocato a World of Warcraft o altri multiplayer sia ben visto dalle aziende in fase di assunzione. Perché garantisce l’esistenza di una prima esperienza nel lavoro di squadra. Affatto non dissimile dai comportamenti richiesti in ambito professionale: seguire le direttive, eseguirle in modo efficace ed efficiente, proporre soluzioni innovative per il superamento di un ostacolo, sapersi coordinare con il gruppo di lavoro. Spesso un buon leader lo si riconosce quando si ha una squadra che mette al primo posto il teamworking: senza l’aiuto reciproco e la sinergia di gruppo anche il migliore dei leader cadrebbe alla prima difficoltà. Un leader, però, deve meritare la fiducia del proprio team. Una fiducia che arriva quando la persona dimostra di saper prendere le decisioni corrette per il futuro della squadra: mai anteporre interessi personali o agire contro il bene del team. Il miglior modo per conquistarla, tuttavia, rimane il confronto continuo tra i protagonisti: parlare, comunicare, anche sfogarsi. L’importante è risolvere tutti i problemi prima di un incontro, lasciandosi alle spalle qualsiasi scoria; perché entrare in partita con un minimo dubbio potrebbe comprometterne il risultato. Un esempio di leader universalmente riconosciuto su League of Legends è Hai, storico midlaner dei Cloud9. Famoso per le sue call, le decisioni prese (quasi) sempre al momento giusto lo hanno reso indispensabile a suo tempo per la squadra. Talmente tanto che, quando si infortunò al polso e chiamarono Jensen a sostituirlo, passò addirittura nel ruolo di jungler prima e di support poi pur di non perdere la sua leadership: non tanto perché avrebbe indovinato ogni chiamata (di fatto, impossibile) ma perché era la persona di cui l’intero team si fidava di più. Approdato quest’anno all’NALCS con il nuovo team dei FlyQuest, ancora come midlaner, sta conducendo la sua squadra alle prime posizioni in classifica nonostante la scarse aspettative della vigilia. La spiegazione è semplice: compensano il livello qualitativo inferiore con il lavoro di gruppo; ognuno nel team sa qual è il suo ruolo e lo svolge nel migliore dei modi, seguendo alla cieca le indicazioni di Hai, di cui si fidano come di se stessi.Non è più possibile, anche negli eSports, pensare esclusivamente agli individualismi: i multiplayer hanno cambiato il modo di vedere i videogiochi portando il singolo “io” a evolversi in un “noi” di squadra.
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Academy e Classroom: dal 2017 nuovi servizi in APH Gaming!

Il 2016 è stato un anno denso di iniziative in casa APH Gaming. Non solo abbiamo partecipato a diversi eventi dal vivo, come le esperienze di Roma e Lucca, indimenticabili, o le varie LAN presso le sale che ci hanno accolto, ma abbiamo anche proposto tornei e competizioni online in collaborazione con il nostro partner HyperX che ci ha quotidianamente sostenuto con i montepremi sia su League of Legends che su Counter-Strike: GO. L’iniziativa più impegnativa e che ha rappresentato per noi una vera scommessa è invece stata l’Academy: dedicare tempo e risorse alla formazione professionale all’educazione dei videogiocatori. Un progetto che ha ricevuto un’ottima risposta dai nostri soci che hanno creato diversi team Academy, tutti protagonisti dei vari eventi organizzati da APH Gaming ASD e i suoi partner. Un’occasione non solo di crescita individuale ma utile per conoscersi meglio e cementificare il senso di appartenenza all’associazione. Siamo consapevoli, tuttavia, che non tutto ha funzionato alla perfezione come magari avremmo voluto. D’altronde è stata per noi la prima esperienza e siamo pronti a raccogliere il feedback ricevuto per migliorare i nostri servizi per il 2017. La prima misura riguarderà l’allargamento dei titoli: non solo League of Legends e CS:GO ma anche Call of Duty, Overwatch e Heroes of the Storm. Una necessità espressa da molti soci che siamo felici di soddisfare perché è giusto che ognuno possa sperimentare la crescita competitiva nel videogioco che preferisce. Il secondo cambiamento riguarderà le quattro ore settimanali di coaching su LoL e CS:GO. Non saranno più esclusivamente lezioni individuali e riservate ai singoli ruoli ma saranno mirate a una più profonda conoscenza delle dinamiche di squadra: lezioni sulle varie team composition, le diverse strategie da poter utilizzare e quando sono più o meno convenienti sono solo alcuni esempi dei nuovi argomenti che verranno affrontati. Insegnanti saranno, ancora una volta, coloro che rappresentano APH Gaming ai più alti livelli competitivi: i ragazzi capitanati da Artikov per LoL e quelli guidati da Cervantes su CS:GO. Le Classroom saranno delle vere e proprie lezioni settimanali per League of Legends e Counter Strike, un corso strutturato come una materia scolastica (ma senza troppi compiti per casa, promesso) di cui vi forniremo i dettagli al più presto.Il 2017 sarà per APH Gaming una nuova sfida nel migliorare l’esperienza dei propri associati. Ricordatevi che siamo sempre a disposizione per qualsiasi suggerimento: vi auguriamo un buon inizio 2017.
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APH Gaming: nasce l’Academy di CS:GO!

Vista l'ottima esperienza vissuta con l'Academy di League of Legends e la formazione di numerosi team ufficiali, APH Gaming ASD ha deciso di ampliare l'offerta riservata ai propri soci dedicandosi anche ad altri titoli competitivi per promuovere gli sport elettronici e la crescita dei singoli videogiocatori. Per questo motivo l'associazione ha aperto la nuova sezione Academy di Counter-Strike: GO, l'FPS targato Valve tra i primi al mondo per visualizzazioni su Twitch.Abbiamo raccolto le parole del presidente di APH Gaming ASD Fabio Vittori:"Nell'ultima assemblea associativa era stato espressamente richiesto da alcuni nostri soci la creazione di un Academy per CS:GO, titolo su cui APH Gaming ASD già compete con il proprio team ufficiale. Abbiamo ascoltato attentamente la proposta e le esigenze dei nostri soci, optando, in accordo con il team di CS:GO, per un riscontro positivo. Inizieremo al più presto a proporre nuove attività di contorno al semplice coaching, già attivo, per aiutare i nostri player a migliorare e creare ancora più sinergia di gruppo."Come per League of Legends, anche per CS:GO si applicherà il Regolamento Academy già presentato, di cui vi invitiamo a prenderne visione: Regolamento Academy. Per qualsiasi domanda o richiesta di informazioni potete contattare le seguenti figure:Responsabile di Settore - Edoardo D’AmoreResponsabile di Reparto - Samuele Mediani

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L’Academy di League of Legends cambia marcia!

Dopo quasi un anno di studio, rodaggio e innumerovoli prove, visti gli eccellenti risultati ottenuti e la risposta positiva dei soci, APH Gaming ASD ha deciso di raddoppiare i propri sforzi puntando al passo successivo dell'Academy di League of Legends: creare una "scuola" che non risponda esclusivamente all'esigenza di migliorarsi sotto il profilo tecnico ma anche, e soprattutto, sotto il profilo professionale.Uno dei principali obiettivi di APH Gaming ASD è la promozione degli eSports come attività sportiva in tutti i suoi aspetti: primo fra tutti, come preannunciato, è la professionalità. L'intento è quello di preparare i videogiocatori di domani alle future esperienze lavorative inerenti gli sport elettronici: che siano player, coach, analisti o caster, è necessario lavorare con una mentalità propositiva, seria e ricettiva verso le critiche costruttive.Per questi motivi APH Gaming ha deciso di dotarsi di un Regolamento Academy, valido per le sezioni competitive di League of Legends, Counter-Strike: GO e Call of Duty,  che esprime per punti tutti quegli aspetti che andranno seguiti e rispettati per intero. Vi invitiamo a visionare per intero il regolamento prima di inoltrarvi nel percorso dell'Academy al quale chiunque è invitato a partecipare all'interno della vita dell'associazione. Per qualsiasi domanda o informazione potrete rivolgervi al responsabile di settore della sezione Academy di APH Gaming ASD per League of Legends:Responsabile di Settore: Alessio SportielloResponsabili di Reparto: Cristian Pascari, Carlo D’Amore, Daniele BassoInoltre vi possiamo anticipare che per i Team Academy di League of Legends sarà organizzato, con l'inizio del nuovo anno, un campionato a loro interamente dedicato i cui premi verranno presto rivelati.Vi ringraziamo per l'attenzione,

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Verso un eSport più pulito: è nato l’ESIC!

Il 5 luglio 2016 è stato un giorno storico per l’intero eSport. Non solo per i vantaggi interni che ne trarrà ma anche, e soprattutto, per tutta una serie di conseguenze sui rapporti intercorrenti tra gli sport elettronici e gli sport tradizionali. Al Lord Cricket Ground di Londra è nato l’ESIC - ESPORTS INTEGRITY COALITION, un’associazione che si è posta come obiettivo principale di responsabilizzare videogiocatori professionisti e multigaming sul gioco pulito e corretto: uno strumento fondamentale nella lotta al doping e agli scandali di matchfixing.Gli eSports si allineano quindi con gli sport tradizionali riguardo i valori sportivi di correttezza e rispetto per l’avversario che in APH Gaming promuoviamo ogni giorno. L’IeSF - Federazione Internazionale Sport Elettronici fa già parte della WADA, l’organismo internazionale antidoping, che rappresenta un aiuto fondamentale nella lotta ai nuovi fenomeni di doping (clamorose le confessioni di alcuni giocatori di CS:GO sull’utilizzo dell’Adderall per migliorare le prestazioni). Proseguendo il percorso intrapreso, è stata inaugurata nel Regno Unito una nuova coalizione: l’ESIC. L’ente raccoglierà i rappresentanti delle più importanti realtà videoludiche e eSportive e si occuperà di contrastare le minacce al gioco pulito, principalmente:
  • l’utilizzo di software truccati per vincere,
  • gli attacchi online per rallentare l’avversario o impedirgli di giocare,
  • la compra/vendita di partite (Match-Fixing)
  • doping
Fra i primi partner e membri della coalizione l’ESIC annovera alcune tra le più conosciute industrie videoludiche e i principali circuiti competitivi:
  • ESL
  • Dreamhack
  • Intel
  • Ubisoft – Rainbow6
  • Sportradar
  • Unikrn
  • Betway
  • Plantronics
  • TBS
  • Pinnacle
Al più presto altre aziende del panorama eSportivo del calibro di 343 Industries, Blizzard e EA inizieranno le trattative per entrare a farne parte, indice di quanto l’ESIC sarà fondamentale nell’immediato futuro per raggiungere gli obiettivi prefissati. Altra prova delle intenzioni sincere e decise dei creatori è l’affidamento della guida dell’associazione a una delle personalità più riconosciute a livello mondiale nella lotta al doping: Ian Smith. Membro della Professional Cricketers’ Association e della Federazione Internazionale di Cricket, ha fatto parte della Commissione Anti-Doping del Regno Unito e dell’International Crickeet Council, ha lavorato come consulente per diverse organizzazioni come la Professional Players Association, l’EUAthletes e l’Uni World Athletes.Una figura dell’ambiente sportivo tradizionale che saprà indubbiamente aiutare tutte le forze in campo a convogliare i propri sforzi verso gli obiettivi prefissati dall’ESIC.
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La persona dai mille volti: il Coach!

Se una squadra sportiva raggiunge gli obiettivi prefissati, spesso è merito di una figura che si muove dietro le quinte e che si annida a bordo campo, incoraggiando i propri giocatori e mimando ogni singolo movimento in campo: il coach. Che sia calcio, pallavolo, basket o tennis tavolo, l'allenatore è il pilastro fondante di ogni singola vittoria del proprio assistito. E negli sport elettronici?Il ruolo di coach è diventato negli ultimi anni fondamentale negli eSports: è la figura a cui i cyber atleti fanno riferimento e sui quali ripongono la propria fiducia. E’ stata la scuola coreana, come sempre pioniera, a riconoscere per prima che l’allenatore rientra tra i fattori determinanti della serenità o meno del giocatore, e pertanto dell’esito delle sue prestazioni. Quando si attraversa il solco che separa il semplice passatempo dall’attività professionale, è chiaro che il videogiocatore non possa più essere lasciato solo: che sia in team o in singolo, ha bisogno di una persona che lo guardi dall’esterno e che possa consigliarlo su come affrontare il proprio avversario. L’atleta deve pretendere di avere la mente libera da pensieri che non siano legati al mero gioco: le sue abilità non devono essere sprecate nel pensiero, ogni cyberatleta deve agire. Il segreto di un buon player consiste esattamente nell’applicare meccanicamente quanto ha imparato durante la sua esperienza; alcuni movimenti sarebbero impossibili da compiere alla velocità con cui vengono eseguiti se non fossero frutto di una ripetizione maniacale degli stessi continui comandi. E’ chiaro che quando si parla di decidere nell’arco di decimi di secondo quale sia la scelta più efficace, se l’atleta, oltre a eseguire, dovesse anche pensare, vanificherebbe qualsiasi mossa.
coach
Il coach di CS:GO presente anche durante il match
Per questo motivo la figura del coach è divenuta sempre più importante:  il suo compito è quello di studiare gli avversari e le contromisure, spiegare le strategie da adottare e inculcarle meccanicamente nei suoi giocatori. Liberi dal pensare, i programer diventano così una macchina esecutrice dei pensieri del coach: uno il braccio, l’altro la mente. Proprio come il braccio e la mente devono appartenere allo stesso corpo per ottenere il massimo risultato, allo stesso modo giocatori e allenatore devono entrare in sinergia perfetta per raggiungere lo stesso obiettivo. Per questo motivo il ruolo di coach non si limita esclusivamente allo studio approfondito del gioco e delle sue strategie, ma deve anche essere capace di immedesimarsi nelle esigenze dei propri giocatori, quasi di psicanalizzare il team o il singolo player, motivarli e aiutarli nella loro crescita non solo professionale, assumendo anche la figura di maestro di vita.
coach
Prolly, coach degli H2K all'EU LCS
Come descritto dalla stessa Treccani, il ruolo di coach ha superato i confini del mero “addestratore”, negli sport tradizionali come negli eSports, acquisendo nuove responsabilità:“coach – Voce entrata nell'uso, inizialmente in ambito sportivo, con il significato di allenatore, responsabile tecnico di un atleta o di una squadra. In anni più recenti c. si è arricchito dei tratti caratteristici di figure professionali che hanno trovato progressivamente impiego in diversi settori. L'emotional c. (propr. allenatore delle emozioni) ha il compito di contribuire a sviluppare le capacità relazionali del suo assistito, guidandolo nell'apprendere a gestire i propri stati emozionali, al fine di migliorare qualità di vita e risultati lavorativi, soprattutto nell'interazione con altri, il cosiddetto gioco di squadra. Il life c. (propr. allenatore di vita) agisce per motivare il proprio assistito, guidandolo nello sviluppo del proprio potenziale umano e nel conseguimento del benessere psicofisico e di specifici obiettivi, in ambito personale o lavorativo.”
coach
Jaqen H'ghar, servitore del Dio dai Mille Volti su GoT
“Emotional” e “Life” coach sono solamente due dei mille volti che un allenatore deve quotidianamente indossare, esattamente come Jaqen H'ghar in Game of Thrones; quasi un inganno ma necessario per raggiungere l’intesa vincente con i suoi giocatori. Affinché si possa ottenere un tale risultato, è imprescindibile che esista un reciproco rapporto di fiducia in entrambi i versi: il minimo dubbio potrebbe rompere quel precario equilibrio creatosi con fatica. Non è un percorso semplice, sono necessari apertura mentale e disponibilità al sacrificio: per un giocatore significa rinunciare alla propria indipendenza, mentre per un coach rappresenta il farsi carico di tutte le responsabilità del team, sue e dei player.Un ruolo senza dubbio non invidiabile ma necessario alla causa: “è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo”. Alla prossima con APH Gaming ASD!
Articolo realizzato e curato da Francesco Lombardo @Deugemo (Facebook)/@DeugemoTwo (Twitter)
 
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APH Gaming e HyperX insieme per l’eSports!

APH Gaming ASD è lieta di annunciare il suo ingresso nella grande famiglia HyperX. Azienda produttrice di memorie, drive solide e USB, cuffie e mouse pad, grazie all’impiego di materiali di prima qualità HyperX è diventata protagonista della scena videoludica con la sponsorizzazione di più di venti team competitivi e dei maggiori eventi di eSports internazionali, primi fra tutti l’Intel Extreme Masters e il Dreamhack.APH Gaming ha colto immediatamente l’opportunità, presentandosi alla pari delle altre grandi realtà nazionali di gaming. I dettagli della sponsorizzazione verranno rivelati in seguito, per il momento vorremmo porgere i nostri più sentiti ringraziamenti ad HyperX per l’interesse mostrato e la fiducia riposta, certi di non deluderla.Radioso il commento del presidente APH Gaming Fabio Vittori: “E’ per noi un’occasione imperdibile che non avremmo mai potuto rifiutare. Rappresenta per noi di APH, e per me personalmente, un riconoscimento a tutti i sacrifici e gli sforzi profusi in questi mesi. Sono certo che per APH Gaming e HyperX sia l’inizio di una fruttuosa collaborazione.”Ad maiora!

APH Gaming ASD


Per saperne di più: APH Facebook, HyperX Community
 
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La cultura dello sport negli eSports

Stiamo vivendo un’epoca d’oro per lo sviluppo e la diffusione degli eSports, su scala nazionale e a livello globale. Videogiocatori di tutto il mondo partecipano alle maggiori competizioni, anche provenienti da quei paesi non tradizionalmente legati all’ambiente videoludico: Venezuela, Filippine, Mongolia e Armenia sono solo alcuni dei numerosi esempi che potremmo citare. Una domanda che ci poniamo spesso è: dove sono i nostri giocatori italiani?Scavando in profondità possiamo rintracciare diversi player che portano alto lo stendardo italiano, in particolare all’estero, ma rappresentano un numero esiguo in proporzione alla nostra popolazione. I tornei professionistici brulicano di francesi, spagnoli, russi, statunitensi, coreani, scandinavi e polacchi: paesi che vantano, nella maggior parte dei casi, un numero di abitanti inferiore al nostro. Eppure i videogiocatori in Italia sono quasi 24 milioni; anche eliminando i giocatori occasionali (via tablet e altri dispositivi mobili), tra PC e Console i videogiocatori ammontano a circa 16 milioni. La discriminante per capire quale sia l’effettivo potenziale dell’Italia è quindi rappresentata dal videogioco competitivo: ma quale significato può assumere la competizione in un gioco?Aprendo un qualsiasi dizionario, è semplice derivare quale sia il distinguo tra gioco e competizione, ovvero quale sia il passaggio necessario affinché un passatempo amatoriale diventi un’attività professionistica: la risposta è lo sport. Giocare in casa a GTA o competere in un torneo per e con la propria squadra possiede esattamente le stesse differenze che coesistono tra fare una corsetta al parco e partecipare alle selezioni per i campionati nazionali di atletica leggera: quando il passatempo diventa sport entra necessariamente nella nostra equazione anche la competizione. Se i videogiochi e i tornei videoludici sono ormai considerati eSports è perché la parola Sport ne è parte integrante. Il discorso diventa quindi più complesso e la risposta alla domanda “dove sono i nostri giocatori italiani” deve forse essere rintracciata affrontando altri argomenti.sportViviamo in una società che da sempre ci ha abitutati a trattare i videogiochi come un passatempo, spesso etichettato come inutile; non possiamo negare che questa convinzione abbia influenzato la nostra generazione di gamer, diventando i primi a non credere che una passione possa trasformarsi in un lavoro, continuando a trattare i videogiochi come fini a se stessi. Allo stesso modo non tutti sono riusciti a recepire quei valori e principi fondanti dello sport, in primis perché manca una vera e propria cultura dello sport a partire dall’educazione scolastica. Prima di definirci sportivi elettronici dovremmo sempre chiederci se conosciamo davvero lo sport e i suoi valori:
impegno, dedizione, sacrificio, rispetto.
Questi valori vengono ancor di più amplificati quando si compete per la propria squadra, per la propria multigaming o associazione sportiva: non possiamo più giustificare una sconfitta affermando che si tratti solamente di un gioco e che l’importante sia divertirsi. I manager dei team italiani e le varie associazioni nate negli ultimi anni stanno mettendo a disposizione tutta la loro conoscenza ed esperienza per permettere a un giovante talento di emergere, crescere e affermarsi. Anche i tornei di sport elettronici e le occasioni per mettersi alla prova sono sempre più numerosi; non possiamo indicare la penuria di eventi come responsabile della mancata crescita della scena eSportiva italiana. E’ quindi necessario che siano i singoli individui a cambiare mentalità e fare un ulteriore passo nella direzione giusta, tramite il duro allenamento e la costanza negli esercizi, senza dimenticare mai di trasmettere e assimilare i valori culturali propri dello sport. Solo allora anche noi italiani saremo pronti per competere a livello internazionale.APH Gaming, in quanto Associazione Sportiva Dilettantistica sotto GEC e ASI, è in prima linea su questo fronte e combatterà ogni singolo giorno affinché i principi della cultura sportiva vengano recepiti dai propri associati per costruire insieme il presente e il futuro degli eSports, formando non solo videogiocatori ma soprattutto persone.
Autore: Francesco Lombardo - Deugemo (Facebook)/@DeugemoTwo (Twitter)Fonti: Corriere della SeraImmagini: Riot Flickr
 
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