APH Gaming A.S.D. Fifa Xbox in diretta streaming!

Ultima partita di Lega B organizzata da Game4fun.it per il nostro team di Fifa Xbox. Il team di APH Gaming A.S.D., quarto in classifica con 44 punti sfiderà i Rising Stars, seconda squadra del tabellone con 45 punti.

Il team rosso nero giocherà per garantirsi la promozione in Lega A.

Ce la faranno i nostri giocatori? L`appuntamento è per questa sera sarà in diretta streaming a partire dalle ore 23.00 sul canale del nostro ITS Talpa9,


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APH Championship: le giornate di ritorno dall`8 febbraio 2018!

Tutto è pronto per la prima giornata di ritorno dell`APH Championship, campionato di League of Legends offerto da Nighthawk by Netgear e AKRacing. Giovedì alle 21.30 in diretta streaming sul nostro canale twitch si sfideranno APH Zero vs APH Forever!


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Ecco il nuovo mix delle migliori clip di skyneider94

Ecco il nuovo mix delle migliori clip di skyneider94 direttamente dal suo canale Twitch!


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Nisha e LattePaperelle spiegano cosa è APH Gaming A.S.D.

Nisha e LattePaperelle ci spiegano cosa è APH Gaming A.S.D.


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APH Championship: la sesta giornata del Campionato APH Gaming A.S.D.

Nella sesta giornata dell’APH Championship vediamo le squadre sfidarsi in un altro emozionante giovedì di esport offerto da: HyperX, AKRacing e Netgear. Questi sono i risultati:

APH Tortellini in Brodo battono 2 a 0 APH Magggiche Ballerine Volanti
APH Rainbow Ponies perdono 2 a 0 contro APH Zero
APH Forever perdono 2 a 0 contro APH Chrome

Ecco il video delle highlight della partita trasmessa in stream su https://go.twitch.tv/aphgamingasd


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APH Gaming continua su console: rivelato il team di Rainbow Six Siege!

Dopo FIFA, sia su XBox che su PS4, arriva un altro titolo console per APH Gaming che ha deciso di puntare forte anche sugli FPS: si tratterà di Rainbow Six Siege, titolo sparatutto Tom Clancy e Ubisoft. APH Gaming non avrebbe potuto ovviamente puntare sul minimo sindacale ma ha piuttosto preferito entrare di prepotenza nella scena competitiva italiana.

APH ha così arruolato tra le proprie fila i due volte campioni italiani del circuito ESL, guidati da Ivan Scapigliati:
“Siamo un team creato da poco, appena quattro mesi, ma abbiamo trovato  quasi immediatamente un nostro equilibrio che ci permette di essere tra i primi in Italia. Su sei giocatori totali, quattro ci conoscevamo già ma non avevamo avuto occasione di essere compagni di squadra. I rimanenti due invece li abbiamo reclutati dopo alcuni tryout. ”

La squadra partecipa regolarmente al campionato mensile organizzato da ESL in Italia ma vanta anche presenze nella dimensione europea, tra cui il 13esimo posto su 140 partecipanti totali. L’obiettivo è, ovviamente, conquistare un posto nella prossima Major League.

Siamo orgogliosi di questa new entry nella famiglia di APH Gaming e siamo sicuri che sapranno onorare i nostri colori. Un augurio, quindi, a tutti e sei i membri del team:

  • Ivan “APH Boss” Scapigliati
  • Alessandro “APH xRAO” Rao
  • Aspreno “APH Aspreno” Formicola
  • Matteo “APH InoX97” Maurizi
  • Sergio “APH Cause” Barresi
  • Alessandro “APH Gorilla” Montanari

Potete seguire i risultati e le news sul team sulla pagina Facebook: APH Rainbow Six Siege.


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APH Gaming ed eNgage: una partnership per non perdere mai la concentrazione

Un altro importante e imponente partner farà parte della scuderia di APH Gaming. La nostra associazione mira fin dalla sua nascita a soddisfare le esigenze sia dei videogiocatori casuali che degli appassionati veri e propri, fino ai player competitivi. Tra le richieste più comuni il trovare un prodotto che possa contribuire a mantenere la concentrazione più a lungo possibile: una caratteristica fondamentale per chi vuole aspirare a migliorare e ha bisogno di intense sessioni di allenamento. Ma anche per chi dello stare al PC o alla console ha fatto un lavoro di streaming: giocare in diretta su Twitch o altre piattaforme mette duramente alla prova l’attenzione e il focus. Cercando, ovviamente, di coniugare il tutto con l’etica sportiva e la responsabilità.

APH Gaming non avrebbe potuto trovare partner migliore di eNgage, prima azienda a produrre una bevanda totalmente naturale che permette di migliorare le funzioni cognitive e fornire la forza necessaria per la propria giornata. Ginkgo Biloba, radici di Maca, bacche di Acai e caffeina naturale sono utilizzati in quantità ottimizzate per fonire il necessario per mantenere lucidità e attenzione senza compromettere il proprio sistema cognitivo. L’ingrediente con gli effetti più forti, sia nell’eNgage che nel diseNgage è il Phytolin, un estratto della canna da zucchero che permette di filtrare l’assimiliazione degli zuccheri stessi nel sangue, in modo da diluire in un arco di tempo più lungo l’enegia proveniente dagli zuccheri.

Sascha “Dez4” Resch, fondatore di eNgage, sa di aver trovato nella nostra associazione un partner importante per il mercato italiano:

“eNgage è molto felice di poter lavorare con APH Gaming, un’organizzazione che condivide i nostri valori e la nostra passione per l’eSport. Grazie al loro network di streamer Italiani APH Gaming è un partner ideale per aiutare lo sviluppo di eNgage in Italia.”

La partnership permetterà ai nostri streamer e associati di avere accesso ad agevolazioni di primo piano:

  • ricavi su ogni acquisto in un periodo di un anno basato sui referral link;
  • invio di una quantità minima di lattine al mese;
  • sconto del 15% per i viewers sulle nostre confezioni da 12 e 24;
  • giveaway (o regalo, etc), a disposizione degli streamers.

La collaborazione andrà anche oltre e permetterà a entrambe le realtà di crescere attraverso politiche di rinforzo e coinvolgimento reciproche:

  • creazione di una pagina sul sito web eNgage con tutti i partner;
  • organizzazione di sessioni Ask Me Anything con le varie community;
  • organizzare interviste;
  • interagire su Twitter e Facebook;
  • condividere posts e twitch clips.

APH Gaming prosegue nella sua ricerca costante di partner che possano migliorare l’esperienza dei propri soci e di tutto l’esport italiano. Ringraziamo eNgage per aver creduto in noi: sarà indubbiamente una collaborazione proficua per entrambe le parti.

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APH Gaming raddoppia su FIFA: vi presentiamo il team Pro Club su XBox!

Ve lo avevamo promesso che avremmo rivelato nuovi annunci per la sezione competitiva di APH Gaming. E così eccoci qua, a pochi giorni di distanza dal primo, a rivelarvi un altro team di FIFA che competerà con i colori sociali di APH su ProClub per XBox.

Un team solido con due anni di esperienza alle spalle, come racconta Claudio Felisi, il capitano:
“Conosciuti come Lancieri, siamo nati nel 2015 dall’unione di intenti di giocatori che hanno sentito il desiderio e la passione di portare le loro conoscenza di singoli nella modalità a squadre. Il primo anno è stato un susseguirsi di alti e bassi in cui, nonostante tutto, non sono mancati risultati e soddisfazioni contro avversari più blasonati.”

Non è sufficiente, però, a creare stabilità e a inizio 2017 si cambia: i Lancieri si fondono con un altro club da cui arrivano importanti figure di riferimento della scena competitiva che vanno a comporre l’ossatura per creare una squadra che possa puntare in alto.

“I risultati non tardano ad arrivare con notevoli successi. Lo spirito che ci accomuna è la voglia di dare il massimo dell’impegno in ogni incontro nel rispetto reciproco. Il nostro obiettivo è puntare sempre al massimo, per il nostro prestigio ed il vostro orgoglio.”

Durante l’estate avviene l’ingresso in APH Gaming come team ufficiale di FIFA XBox per Pro Club: un’occasione per effettuare una selezione della rosa e creare una squadra ancora più unita e coesa. Il primo risultato si vede nel torneo organizzato dal portale Game4Fun, in cui gli APH Gaming, che già utilizzano il nome dell’associazione a cui hanno deciso di legarsi, occupano saldamente il primo posto nella Battle Cup Challenger con 19 punti di vantaggio sulla seconda: due gol a partita, 16 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte il ruolino di marcia finora. Non mancheranno altre competizioni, come la FVPA Esports e la futura VFO Italia. 

Eccoli i giocatori che vestono e vestiranno la maglia di APH:

  • Claudio Felisi  (APH Ghost 10)
  • Davide Scalabrin (Spunzel1993)
  • Christian Angelo Barone (ITS Pamper 22)
  • Pawel Wegrzyn (ITS TALPA 9)
  • Esposito Gennaro Lorenzo (Fifa14Napoli846)
  • Andrea De Angelis (XxXGABBOX27XxX)
  • Pasquale Santoro  (PaperPas)
  • Antonio Chiacchio (xDeadHun7er)
  • Marco Tedesco (Furious Slayer)
  • Zoul Badarou (Vergona Ti)
  • Daniel Palmieri (OffsetTony)
  • Roberto Donghi (DDS Rob69)
  • Giovanni Seminara (MST Joe 74)
  • Alessandro Lorusso (ITS chinoknot27)

Auguriamo a Claudio e alla squadra da lui capitanata di portare alto il nome di APH Gaming: i presupposti ci sono tutti, hanno già iniziato a dimostrarlo e siamo sicuri che otterranno grandi obiettivi nell’immediato futuro. In bocca al lupo!

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APH Gaming presenta il team FIFA di Pro Club per PlayStation

È da qualche mese che a livello competitivo APH Gaming è stata povera di annunci. D’altronde l’associazione non ha alcuna intenzione di investire sui progetti ritenuti poco professionali. Se un passo avanti deve essere fatto, allora deve riguardare un gruppo di giocatori seri e appassionati che credono nel videogioco responsabile e competitivo. Inauguriamo oggi una serie di tre annunci che riguarderanno il comparto esport di APH Gaming: tre nuove squadre per due titoli.

Iniziamo col presentare il team di FIFA Pro Club che rappresenterà APH Gaming su Playstation. Si tratta di videogiocatori che abbracciano diverse età ma che condividono la stessa identica passione per il gioco di casa Electronic Arts, da sempre un successo mondiale. La squadra è guidata dalla sapienti mani di iBaro- che ha raccolto intorno a se i cocci del suo ex-team, aggiungendo altri talenti: “Giochiamo insieme da circa 3-4 anni: con alcuni di loro ho giocato come compagno di squadra, con altri ho giocato come avversario. Ci conosciamo praticamente tutti e abbiamo deciso, dopo un anno di pausa da parte mia, di ritrovarci per proseguire il percorso che avevamo interrotto.

Gli FC Magpies, il nome del vecchio team, hanno disputato la loro ultima stagione della FVPA terminando al secondo posto ad appena due punti dai Legione Felix, prima classificata. 58 punti totali, 18 vittorie e appena quattro sconfitte e quattro pareggi con 62 gol segnati e 25 subiti. Medie da primi della classe che mostra quanta sinergia e coordinazione possieda il gruppo di giocatori. La modalità Pro Club, diversamente da quella single player, prevede lo svolgimento di un match 11 contro 11: ogni videogiocatore controlla un singolo personaggio per tutta la durata della partita, esattamente come fosse un incontro di calcio reale.

 

Insieme ad APH Gaming il nuovo team avrà l’obiettivo di partecipare ai diversi tornei che inizieranno a spuntare letteralmente come funghi all’uscita di FIFA18, prevista per fine settembre. Tra tutti spicca senza dubbio l’evoluzione della FVPA che da ottobre si trasformerà in VFO, portale spagnolo che ha iniziato la sua espansione come organizzazione di competizioni anche al di fuori dei propri confini nazionali. Come, ad esempio, l’Italia (ma anche il Messico). Sarà l’occasione per vestire i colori di APH Gaming e per confrontarsi con alcune delle migliori realtà di FIFA Pro Club: l’obiettivo sarà scalare la classifica e le serie una dopo l’altra per arrivare in cima.

Di seguito tutti i 17 giocatori che fanno attualmente parte della formazione:  

  • AntonioRum – Antonio Ciccone
  • Balote459 – Luigi De Stefano
  • Breakbones80 – Fabio Volpe
  • ciubecca23 – Luca Grillo
  • DevilMyDestiny – Luca Montella
  • FinkDip – Rosario Puglisi
  • gabribho99 – Gabriele Bellini
  • Godskiller1997 – Giuseppe Starace
  • Helderest – Ernesto Cabibbo
  • Mirotake – Aniello Rossi
  • piepietro01 – Pietro Mastroianni
  • sT-Nike1993 – Alessandro La Tegola
  • theFEDERIQUE – Federico Caiola
  • vin-79 – Vincent Palazzo
  • XxCefa1982xX – Simone Cimino
  • xXDiAbLo_96Xx – Francesco Taormina

In bocca al lupo ragazzi: APH sarà pronta a sostenervi!

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APH Gaming extra-large: arriva Netgear!

ITA – Siamo lieti di annunciare l’ingresso di Netgear nella famiglia APH!

Il nostro obiettivo principale è promuovere gli sport elettronici e il videogioco responsabile, avendo sempre in mente di migliorare l’esperienza dei nostri associati. Per questo motivo trova posto nella nostra casa un’azienda come Netgear, esperta nel “trasformare le idee in prodotti di rete innovativi che consentono agli utenti di connettersi alla rete in modo semplice e veloce” e nota per produrre prodotti di networking progettati per il mondo gaming. Una mission che si inserisce perfettamente nella mentalità APH che giorno dopo giorno dimostra di essere in grado di attirare sempre più partner nel suo percorso di crescita professionale.

HyperX, MSI Gaming, Erreà Sport, AKRacing e adesso Netgear: una forza che continua a crescere grazie alla condivisione degli intenti e degli obiettivi. APH Gaming è ormai una delle realtà più presenti ai principali eventi nazionali: una community nata online che, per questo motivo, vanta una capillarità eterogenea su tutto il territorio italiano.

Tanti passi sono stati compiuti per APH verso la giusta direzione: anche grazie all’aiuto di chi ha creduto in noi. Ultimo, ma non meno importante, Netgear, con cui avremo la possibilità di collaborare nei prossimi eventi.

Seguiteci sui nostri social per scoprire dove e quando. A presto!

ENG – We are pleased to announce the entry of Netgear into the APH family.

Our main goal is to promote responsible electronic games and video games, without forget to improve our associates’ experience. For this reason, we pridely welcome a company like Netgear, an expert in “turning ideas into innovative network products that allow users to connect to the network quickly and easily” and known for producing networking products designed for the gaming world. A mission that fits perfectly into the APH mentality that day after day has proved to be able to attract more and more partners in its growing professional career.

HyperX, MSI Gaming, Erreà Sport, AKRacing and now Netgear – a force that continues to grow thanks to the sharing of the same goals. APH Gaming is now one of the most important organization in the main national events: an online community who has a heterogeneous capillarity throughout the Italian territory.

So many steps have been made for APH in the right direction – also thanks to the help of those who believed in us. Last but not least, Netgear, with which we will be able to collaborate in the upcoming events.

Follow us on our socials to find out where and when. See you soon!


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Cresce ancora la famiglia APH: benvenuta AKRacing!

ITA – Cresce ancora la famiglia APH: benvenuta AKRacing!

APH Gaming è lieta di annunciare una nuova partnership mirata, come sempre, al miglioramento dell’esperienza di gioco dei nostri associati e al loro comfort.

Con HyperX e MSI, i primi a credere in APH, abbiamo iniziato a dare vita a un mondo di collaborazioni che tuttora in Italia ci contraddistingue come una delle community online più eterogenee su tutto il territorio nazionale e sempre presente alla fiere e agli eventi più importanti.

Con Erreà Sport abbiamo consolidato la nostra posizione fornendo ai nostri associati a tutti i nostri follower la possibilità di vestire i colori sociali di APH con indumenti di alta qualità, grazie a uno dei principali fornitori al mondo di abbigliamento sportivo.

Ancora una volta il nostro pensiero è rivolto agli associati e alle loro esigenze. Da questa necessità è nata la partnership con AKRacing, tra i leader mondiali nella produzione di sedie per il gaming con una qualità difficilmente rintracciabile sul mercato.

Siamo orgogliosi, come APH, di poter avere dalla nostra parte un partner di così grande valore che saprà indubbiamente conferire al nostro brand lustro e affidabilità, valori di cui siamo sempre stati portatori convinti.

ENG – APH Gaming and AKRacing join forces!

APH Gaming is pleased to announce a new partnership which aim is, as usual, to improve the game experience of our members.

With HyperX and MSI Gaming, the first who trusted in us, we started a partnership environment that made APH as one of the best italian online community with members all over the country who attend the most important gaming events.

With Erreà Sport we made stronger our position giving to our members the opportunity to wear the best and high quality sport clothing with one of the best company in the World.

One more time our aim is to satisfy our members’ needs. That’s why we decided to begin a new partnership adventure with AKRacing, one of the world’s premier gaming chair manufacturers, producing the highest quality products that are available today.

We are truely proud to have on our side a partner as AKRacing and we really thank them to trust in us. This partnership will bring to our brand more prestige and reliability, virtues we sincerely believe in.


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Comunicato ufficiale: APH Gaming saluta il main team di CS:GO

È con profondo dispiacere e rammarico che annunciamo che la squadra presentata a gennaio e che negli ultimi mesi ha partecipato alle varie competizioni di Counter-Strike: GO con i nostri colori sociali, da oggi non rappresenta più APH Gaming.

La decisione è stata presa al termine di una lunga e profonda discussione all’interno del direttivo che si è espresso con esito negativo nei confronti dei componenti della squadra nel proseguire il percorso competitivo insieme. L’interruzione del rapporto è frutto della mancanza di professionalità dimostrata dai giocatori con cui era stato raggiunto un accordo di massima mai però ratificato dagli stessi.

I giocatori hanno tenuto un comportamento decisamente poco consono alla realtà esportiva che dovrebbero rappresentare. APH Gaming ASD crede molto non negli eSports come sport a tutti gli effetti ma nei valori che possono avere in comune: serietà, dedizione, sacrificio, professionalità. L’associazione si era dimostrata decisamente accondiscendente con tutte le richieste del team, investendo anche economicamente sui giocatori e pronta a farlo ancora in futuro in presenza di eventi dal vivo.

In particolare ai giocatori e alla squadra in generale sono imputate le seguenti responsabilità:

  • mancata firma e consegna dei contratti individuali a distanza di quattro mesi dalla proposta e nonostante numerosi solleciti,
  • comunicazioni assenti o deficitarie sulle attività della squadra (allenamenti, tornei),
  • mancata comunicazione dei cambi di roster effettuati senza consultare l’associazione,
  • inserimento in squadra di giocatori non tesserati con l’associazione né a GEC – Giochi Elettronici Competitivi,
  • mancata partenza della classroom di CS:GO, prima accettata ma poi mai espletata,
  • mancata o ritardata consegna del materiale fotografico richiesto con largo anticipo per le grafiche sul sito.

APH Gaming ringrazia i giocatori che in questi mesi hanno partecipato alle competizioni sotto i suoi colori e con le maglie dell’associazione e si congratula con loro per i risultati raggiunti. Auguriamo loro il meglio per il futuro competitivo come squadra e che possano raggiungere nuovi e più importanti trofei.

Il direttivo


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APH Gaming – Cosa manca all’esport italiano?

Giovedì 23 marzo 2017 APH Gaming ha avuto il piacere di ospitare un incontro con Stefano Cozzi, meglio conosciuto come Riot Zhydaris. È stata un’occasione importante non solo per conoscere meglio la realtà di Riot Games e discutere di League of Legends ma anche, e soprattutto, per riflettere sull’attuale situazione italiana dell’esport. La domanda principale è: rispetto agli altri paesi europei, senza tirare in ballo Corea o Nord America, qual è il fattore che più ci penalizza?

La conclusione, al temine della discussione, seppur ovvia è tragicamente spiazzante. Perché ci si rende conto che la principale causa del ritardo italiano non è di tipo strutturale o economico ma prettamente sociologico. Tutte le scuse degli anni passati sono ormai decadute. Da una parte le linee internet sono sempre più avanzate, senza dimenticare che per chi non ha la possibilità di avere un PC (o console) o una linea esistono ormai in Italia più di 20 sale LAN che permettono a chiunque di crescere sia come singolo giocatore che come componente di una squadra. Dall’altra sono ormai lontani i tempi in cui gli investimenti di altre realtà erano inesistenti. I recenti ingressi di Sampdoria, Roma ed Empoli (e altri che arriveranno) su FIFA testimoniano l’interesse di società esterne al mondo degli sport elettronici. Società che sono disponibili a investire nei videogiocatori perché hanno capito che rappresentano un nuovo mezzo di comunicazione verso i nativi digitali e i millennials.

Risulta quindi chiaro che la questione rimane quasi totalmente di carattere sociologico, ovvero nella testa di coloro che non conoscono gli esports o non sono interessati a instaurare un confronto. Attenzione: non parliamo di semplici videogiochi ma di tutta la parte competitiva che li riguarda. I videogames, infatti, sono ormai totalmente sdoganati considerato che, già diversi anni fa secondo un rilevamento sul Corriere della Sera, il 43% della popolazione italiana dichiara di passare parte del proprio tempo sui titoli videoludici, con un’età media di 28 anni.

La fascia d’età con più giocatori in percentuale è proprio quella tra i 25 e i 34, un dato che dovrebbe stupire ma che, a una seconda analisi, risulta quasi scontata: sono tutti coloro che sono nati nell’epoca d’oro del boom dei videogiochi, partendo da Doom fino ai primi Tomb Raider. E i dati di oggi confermano tale tendenza con quasi un italiano su due che si dichiara giocatore e una forte presenza anche femminile vicinissima al 40%.

Qual è il problema allora se i videogiochi sono ormai sdoganati? La questione principale è che non lo sono affatto sotto il profilo della professionalità. I videogames restano comunque, nell’ottica della massa, un puro e semplice passatempo. Non è concepibile agli occhi di gran parte della popolazione che sia possibile fare di un gioco un lavoro. D’altronde molti genitori fanno ancora fatica a credere che lo sport tradizionale possa un giorno dare da mangiare ai propri figli: come pretendere, quindi, che gli sport elettronici rappresentino una percezione diversa nelle menti delle masse?

È una partita persa? Tutt’altro. Ma sta a noi videogiocatori competitivi e appassionati far cambiare la percezione che la società ha dei videogiochi, presentandoli anche come sbocco professionale ed educativo, come una qualsiasi altra disciplina tradizionale. Sta a noi dare l’esempio corretto, essere i primi a promuovere il messaggio positivo degli esports, mostrando quella professionalità che tanto pretendiamo sia riconosciuta dagli altri.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.” – Mahatma Gandhi


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APH Gaming – L’arte di saper perdere

Diversamente dagli editoriali precedenti, per questa occasione non ho ricevuto l’ispirazione da eventi di sport elettronici e affini. A stimolare la mia creatività sono stati, invece, le recenti partite del campionato italiano di calcio: protagonista, come spesso accade, la Juventus. Tralasciando il merito delle decisioni arbitrali, universalmente confutate o confermate dalle estenuanti maratone di moviole, mi ha lasciato sorpreso l’incapacità delle avversarie di accettare la sconfitta.

Prima che partano le solite polemiche, è indubbio che una sconfitta non faccia piacere a nessuno. Tantomeno quando arriva non per demeriti ma per aver subito torti arbitrali. Eppure dalla mia testa non va via l’idea che le società che praticano sport debbano rimanere composti e professionali anche davani a errori evidenti. Ne va dell’immagine dello sport, in primis. Le partite di calcio, d’altronde, sono visionate da centinaia di migliaia di spettatori in diretta video: le immagini del post partita tra Juventus e Milan, con alcuni giocatori rossoneri inferociti contro l’arbitro e le bacheche dello stadio bianconero, difficilmente saranno considerate un esempio da seguire peri bambini. Nonostante il trend di spettatori sia diminuito, non si può negare che una grossa fetta continua a guardare i match dal divano, magari in famiglia. Quale messaggio passa a chi guarda? Che il calcio è corrotto; che è possibile lamentarsi anche ferocemente senza subire conseguenze; che la Juventus non fa altro che rubare da anni e anni; e che è necessaria la VAR, la moviola in campo. A prescindere da qualsiasi considerazione personale, ai giocatori e alle squadre manca una delle componenti fondamentali del fair play e dello sport: l’arte di saper perdere.

Un discorso che in parallelo può essere serenamente applicato anche agli eSports, con le dovute differenze e analogie. Il problema della moviola, ad esempio, non esiste: essendo giocato tutto tramite computer o console, è possibile rivedere ogni azione. Ovviamente non per segnalare falli “classici”, bensì per capire se uno dei giocatori ha sfruttato indebitamente un possibile bug o glitch, unica variabile casuale che può colpire gli eSports. Come accaduto nella Week 7 dell’EULCS, il campionato europeo di League of Legends. Nel secondo game del match Giants vs Vitality, sul punteggio di 1-0, i Giants erano nettamente in vantaggio e proiettati verso la vittoria anche nel Game 2. Un bug improvviso della Orianna avversaria (sfera invisibile) ha, tuttavia, costretto gli arbitri a fermare il gioco per controllare l’accaduto. Esito: game da ricominciare da zero, senza obbligo di stessi pick e ban. Risultato del match: 2-1 per i Vitality. Sommossa popolare? Rivoluzione? Epiteti non riproponibili? Per nulla: i Giants hanno espresso il loro disappunto civilmente via Twitter specificando che solo i Vitality erano d’accordo con il remake.

Nel nostro piccolo possiamo e dobbiamo renderci conto che la percentuale di partite indipendenti dalla nostra abilità è relativamente bassa. Un troll, un giocatore afk o un bug incidono in modo non significativo nel computo totale delle vostre partite. Questi numeri indicano che quando perdete una partita non è perché voi o uno dei vostri compagni avete remato contro: avete semplicemente giocato male. O, ugualmente, gli avversari hanno giocato molto meglio di voi. Il passo successivo è accettare questa situazione e guardare oltre verso la prossima partita.

Diventa quindi più facile accettare la sconfitta? Forse no, ma al momento ho potuto osservare molta più professionalità dalle squadre di eSports che da quelle di calcio. Senza dimenticare, ovviamente, che tanti altri sport tradizionali hanno raggiunto un loro sereno equilibrio: mai sentito parlare di polemiche eclatanti nel rugby, nel tennis o nel basket. Soprattutto da quando questi sport hanno aperto all’aiuto della tecnologia. Un passo che il calcio sta compiendo con grande, troppa fatica e malvolentieri.


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L’importanza del leader e del gioco di squadra nei videogiochi

Dall’avvento del multiplayer molti canoni sono cambiati nell’interazione tra videogiocatori. A meno di competere in titoli 1v1, come può essere Starcraft o FIFA, è ormai chiaro che tutti gli altri eSport puntano a solidificare il gioco di squadra. Che sia Heroes of the Storm, Dota2, Counter-Strike o Call of Duty, l’approccio delle aziende videoludiche si è evoluto verso la cooperazione dei giocatori per portare a termine gli obiettivi.

Uno dei primi macro-esempi è senza dubbio World of Warcraft che ha insegnato a milioni di utenti che per ottenere la vittoria in un combattimento, che fosse contro Lady Vashj o su Warsong Gulch, era necessario non solo remare nella stessa direzione ma anche che ognuno facesse la propria parte in base al ruolo assegnatogli. Curare, infliggere danno o tankare, coordinandosi nel migliore dei modi. Senza dimenticare l’abituarsi ad ascoltare i comandi di chi guidava la spedizione o raid. Probabilmente un brutto colpo per chi, invece, era abituato a decidere autonomamente le strategie nei videogiochi singleplayer e stabilire di sua volontà come procedere. Una situazione che nei multiplayer non è più accettabile.

Non è un mistero che in alcuni paesi, come negli USA, aver giocato a World of Warcraft o altri multiplayer sia ben visto dalle aziende in fase di assunzione. Perché garantisce l’esistenza di una prima esperienza nel lavoro di squadra. Affatto non dissimile dai comportamenti richiesti in ambito professionale: seguire le direttive, eseguirle in modo efficace ed efficiente, proporre soluzioni innovative per il superamento di un ostacolo, sapersi coordinare con il gruppo di lavoro. Spesso un buon leader lo si riconosce quando si ha una squadra che mette al primo posto il teamworking: senza l’aiuto reciproco e la sinergia di gruppo anche il migliore dei leader cadrebbe alla prima difficoltà.

Un leader, però, deve meritare la fiducia del proprio team. Una fiducia che arriva quando la persona dimostra di saper prendere le decisioni corrette per il futuro della squadra: mai anteporre interessi personali o agire contro il bene del team. Il miglior modo per conquistarla, tuttavia, rimane il confronto continuo tra i protagonisti: parlare, comunicare, anche sfogarsi. L’importante è risolvere tutti i problemi prima di un incontro, lasciandosi alle spalle qualsiasi scoria; perché entrare in partita con un minimo dubbio potrebbe comprometterne il risultato. Un esempio di leader universalmente riconosciuto su League of Legends è Hai, storico midlaner dei Cloud9. Famoso per le sue call, le decisioni prese (quasi) sempre al momento giusto lo hanno reso indispensabile a suo tempo per la squadra. Talmente tanto che, quando si infortunò al polso e chiamarono Jensen a sostituirlo, passò addirittura nel ruolo di jungler prima e di support poi pur di non perdere la sua leadership: non tanto perché avrebbe indovinato ogni chiamata (di fatto, impossibile) ma perché era la persona di cui l’intero team si fidava di più. Approdato quest’anno all’NALCS con il nuovo team dei FlyQuest, ancora come midlaner, sta conducendo la sua squadra alle prime posizioni in classifica nonostante la scarse aspettative della vigilia. La spiegazione è semplice: compensano il livello qualitativo inferiore con il lavoro di gruppo; ognuno nel team sa qual è il suo ruolo e lo svolge nel migliore dei modi, seguendo alla cieca le indicazioni di Hai, di cui si fidano come di se stessi.

Non è più possibile, anche negli eSports, pensare esclusivamente agli individualismi: i multiplayer hanno cambiato il modo di vedere i videogiochi portando il singolo “io” a evolversi in un “noi” di squadra.


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Alla ricerca dell’equilibrio tra mondo reale e virtuale

Nell’ultima puntata di Presa Diretta, programma del noto giornalista Riccardo Iacona in onda sulla RAI, si è esplorato il mondo dei videogiochi. Purtroppo, come ormai spesso accade, l’ambiente videoludico è descritto come una terra pericolosa e colma di insidie. Come già affermato in un precedente editoriale, nessuno può affermare che i videogiochi non comportino problemi, soprattutto quando si verifica l’assenza di regolamentazione, autocoscienziosa o imposta, che spinge il videogiocatore o la videogiocatrice a non “staccarsi” da un mondo fittizio. La dipendenza da internet è una questione che va indubbiamente affrontata: il problema dei programmi TV è che la dipendenza rappresenta il protagonista quasi assoluto delle discussioni condotte. Senza mai presentare anche i lati positivi che un videogioco possiede. E non sono pochi.

In questa sede vorrei tentare di affrontarne uno in particolare, tanto estremizzato dai media: l’estraniarsi dalla vita reale. I videogiochi creano mondi fittizi, virtuali, spesso non conformi alla realtà. E’ sufficiente pensare alle varie edizioni di Dark Soul con ambientazione fantasy o ad Halo con i caratteri futuristici, inclusi alieni e armi laser. Mondi diversi, irreali è vero: ma non è forse quello che l’uomo ha sempre cercato? I media accusano i videogiocatori di estraniarsi totalmente dalla vita reale, di rifuggirla. Impossibile dire che non sia vero ma al tempo stesso non rappresentano la maggioranza di coloro che hanno come passatempo il PC o le Console. Come in tutte le cose, è necessario trovare un equilibrio, in questo caso ricercandolo tra il mondo reale e quello fantasioso dei videogiochi. D’altronde non è una novità per l’uomo, sia antico che moderno, che ha sempre cercato di creare e immaginare nuovi mondi per andare oltre i limiti della propria mente umana. Un libro o un film non sono forse un modo per dimenticare, almeno per qualche ora, la vita frenetica di tutti i giorni? Che siamo felici o meno, il mondo reale è inequivocabilmente immutabile con le sue beltà e atrocità. Evadere dal vissuto quotidiano è una forma di allenamento anche per il nostro cervello: l’immaginazione è una delle stimolazioni cerebrali più intense e che richiedono più lavoro da parte delle sinapsi, costrette a collegare stimoli in arrivo da mondi intangibili. Sognare è una delle attività più complesse che esistono nell’uomo in cui l’immaginazione prende il sopravvento per un tempo a volte anche irrisorio.

C’è chi cerca di dimenticare il proprio mondo reale con l’alcol o le droghe e chi, più sapientemente, cerca un luogo immaginario dove rifugiarsi: che sia con la lettura di un libro, con la visione di un film o con una tastiera tra le mani poco importa. Purché stimolino la fantasia e l’immaginazione, il vero motore del pensiero dell’uomo.

“La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto.” – Albert Einstein


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APH Gaming presenta il nuovo team di CS:GO!

APH Gaming ha sempre deciso di tenersi al limite della scena competitiva nel pieno spirito degli obiettivi dell’associazione: promuovere gli sport elettronici ed educare gli appassionati di videogiochi al nuovo settore delle competizioni elettroniche. Tuttavia, quando si presentano le giuste occasioni, è necessario rivalutare la propria posizione e, anche con un po’ d’incoscienza, puntare al livello successivo dell’eSport. Annunciamo quindi con grande piacere l’ingresso in APH Gaming di un nuovo team di Counter-Strike: GO che rappresenterà APH Gaming ASD per tutto il 2017 nei principali eventi competitivi italiani e internazionali:

  • Dino “viper” Siroti,
  • Lorenzo “g1ampa” Giampaolini,                                         
  • Antonio “XaMpp” Abruzzese,
  • Matteo “Kreesh” Castagna,
  • Gabriele “Snarpeppo” Battistata.

Si tratta, per chi mastica la scena italiana, di alcuni nomi blasonati e già conosciuti insieme a nuovi talenti e giocatori proveniente da altri titoli. Li abbiamo intervistati per conoscere le loro intenzioni e i progetti per il 2017.

Salve ragazzi e benvenuti nella grande famiglia di APH Gaming. Sia individualmente che come squadra avete ottenuto numerosi trofei e vittorie: e sembra che non abbiate intenzione di fermarvi.

Team: Assolutamente. Dopo la vittoria nella ESL Weekly Cup abbiamo intenzione di proseguire fino ad arrivare sulla vetta dell’eSport.

Viper: Sicuramente il conseguimento di risultati in Italia ed Europa aiutano, ma la cosa più importante è non perdere di vista l’obiettivo principale: continuare a migliorare impegnandoci costantemente.

Come avete conosciuto la realtà di APH Gaming?

T: L’abbiamo conosciuta tramite gli eventi LAN e online che ha effettuato nei mesi precedenti come l’HyperX LAN Tournament e le Weekly Cup sempre targata HyperX.

V: Nelle ultime LAN, a cui ho partecipato, ho avuto l’opportunità di conoscere alcuni player APH. Sicuramente le ottime parole su APH Gaming hanno aiutato a finalizzare l’accordo.

Quale pensate che sia lo stato di salute della scena competitiva italiana?

T: Al momento non c’è una vera e propria scena italiana di CS:GO poiché i continui cambi di lineup provocano rotture nelle squadre, alcune volte difficili da risanare.

V: Non delle migliori. Vedo che per alcuni team risulta difficile trovare la giusta serietà. L’impegno inizialmente non manca a nessuna squadra, il problema è la costanza.

Quali possono essere le principali differenze tra un torneo online e uno in LAN? Voi quali preferite?

T: Preferiamo decisamente le LAN per le emozioni che comportano e per il sentimento che viene fuori nel giocare contro i propri avversari, faccia a faccia. La principale differenza è il poter giocare con i propri compagni realmente fianco a fianco.

V: In una battaglia ad armi pari, il migliore ha la meglio. Essere in LAN permette inoltre di potersi confrontare con altri player, oltre ad intensificare il rapporto tra compagni di team, provando esperienze non di tutti i giorni.

Quali sono i vostri appuntamenti a breve e medio termine? Avete delle LAN già in programma?

T: Al momento siamo in attesa di ESL e Gfinity, affiancando strategie nuove che giornalmente proviamo in allenamento. Siamo in attesa di un grande evento.

V: Attualmente siamo impegnati in alcuni tornei, allenandoci ogni giorno contro altri team in Europa. La voglia di partecipare e di dimostrare la nostra abilità è tanta, basta solamente aspettare il momento giusto.

Ancora benvenuti e un grandissimo augurio per il vostro e nostro futuro da oggi insieme nel percorso competitivo.


Per conoscerli meglio:

Dino “Viper” Siroti

Uno dei più esperti giocatori di CS:GO della scena competitiva italiana con la partecipazione a più di 25 eventi LAN e online negli ultimi tre anni. Non solo tornei settimanali ma anche la presenza alle più importanti competizioni sia italiane che internazionali con le migliori multigaming italiane. Una guida per il team e una sicurezza per gli spettatori: benvenuto Viper!

Lorenzo “g1ampa” Giampaolini

Passione e competitività sono i suoi punti di forza: sempre a completa disposizione del team con il suo ottimo utilizzo sia del Rifle che dell’AWP. Il vero jolly della squadra pronto a tutto per ottenere la vittoria.

Matteo “Kreesh” Castagna

Giovane talento scovato da Viper tra i più promettenti a livello di Aim: per lui un futuro tutto da scrivere!

Antonio “XaMpp” Abruzzese

Uno dei giocatori con più esperienza competitiva alle spalle proveniente dalla scena di Point Blank con successi non solo in Italia ma anche in Europa, come la vittoria della National Championship Europe 2016 e la conquista del viaggio in Thailandia. Una risorsa che si rivelerà utilissima anche su CS:GO.

Gabriele “Snarpeppo” Battistata

Rappresenta il pianificatore del team: lo stratega che cerca di costruire sempre un piano per affrontare ogni possibile situazione. Abile anche nell’improvvisazione quando necessaria.


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I videogiochi fanno davvero male?

La risposta, ovviamente, è sì. Così come l’alcol (vino e birra), le droghe (pesanti o leggere che siano), così come le patatine fritte o i dolci. Eppure solo alcuni tra questi vengono additati come possibili responsabili di efferati omicidi. Così come nel caso dell’ultimo fatto di cronaca nera che mi ha portato a scrivere questo editoriale.

Chi scrive è una persona che fin dall’età di quattro anni ha giocato ai videogiochi: iniziando con Doom. Eppure non ho mai avuto istinti omicidi o reazioni violente. Il segreto? L’uso responsabile. Ancora una volta i videogiochi sono un bersaglio facile per i media da additare: d’altronde siamo pieni di titoli videoludici che trattano di guerra, sparatorie, omicidi. E’ anche vero che, per un genitore, è molto più semplice lasciare il proprio figlio ore e ore davanti ai videogiochi piuttosto che tentare di fargli capire che quello che fa è sbagliato. Così come molti genitori cercano di spiegare ai propri pargoli che di fumo e birra non bisogna mai abusare. O almeno si suppone che lo facciano.

La realtà, spesso, è che tanti giovani sono lasciati in balia di stessi, usufruendo di un certo quantitativo di libertà che non sono ancora abili nel gestire al meglio. La società si è evoluta ma non significa necessariamente che si cresce prima, anzi. La questione è che la maturità piena viene raggiunta più tardi se la si compara con le generazioni precedenti. Ovviamente parliamo di maturità nel gestire il difficile equilibrio tra doveri e piaceri. Il merito, o la colpa a seconda dei vostri punti di vista, è dell’aumento del tasso di istruzione. Sempre più ragazzi preferiscono proseguire gli studi piuttosto che entrare nel mondo del lavoro. E per fortuna, aggiungerei. Il problema è che un sedicenne di oggi non necessariamente ha la stessa maturità di un sedicenne delle passate generazioni nell’affrontare la vita.

Qualcuno potrebbe obiettare che allora è necessario regolamentare il mercato e la vendita dei videogiochi, così come lo Stato ha già fatto con droghe e alcol. Il dettagli che molti telegiornali e redazioni di carta stampata dimenticano è che in realtà il settore dei titoli videoludici è già regolamentato: il numero sotto PEGI indica esattamente l’età consigliata per giocare a un videogioco. Esattamente come alcuni film sono vietati ai minori di 18 o anche 14 anni, lo stesso avviene per i videogames. E’ inevitabile però che, se al cinema un dodicenne non potrebbe entrare per guardare un film a lui vietato, nessuno obietta quando un genitore compra un titolo PEGI 18+  a suo figlio di 8 anni. Ed è giusto non obiettare perché in quel caso non è il venditore a prendersene la responsabilità, ma il genitore stesso.

Perché, anziché comprare un gioco al figlio per tenerlo impegnato, non si prova con lui quale sia l’esperienza del videogioco? Non solo per vedere se adatto all’età del pargolo ma anche per istruirlo e spiegare passo passo che non è quella la vita reale.

La risposta definitiva alla domanda contenuta nel titolo di questo editoriale cambia ma non troppo. I videogiochi restano pericolosi ma non più di quanto non lo siano altri vizi o passioni: è necessario un uso responsabile per tempo e mentalità per non rimanerne stregati.


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