APH presenta Coach Viking!

Se la sezione di League of Legends di APH Gaming ha raggiunto diversi importanti risultati nell’ultimo periodo, una parte del merito è senza dubbio da attribuire alla figura del coach che sta seguendo gli APH Gaming T1 nei loro allenamenti e nelle loro partite. In occasione dell’apertura delle selezioni per il ruolo di jungler, ne approfittiamo per presentarvi contestualmente il coach del team: APH The Viking.

Ciao Viking, prima di tutto cerchiamo di conoscerti meglio. Come ti chiami, quanti anni hai e di dove sei.

Salve a tutti! Mi chiamo Donatello, ho 21 anni e sono nato a Potenza; vivo attualmente a Västerås, in Svezia.

Sappiamo che sei soprattutto un appassionato di League of Legends: quali sono i tuoi ruoli preferiti e perché?

Si, esatto. League of Legends é stato il primo gioco a cui mi sono dedicato su pc che mi ha fatto venir voglia di entrare nel competitivo. Nasco come jungler ma per necessità di team son passato alla corsia centrale. Prediligo il ruolo del jungler perché mi piace aiutare le diverse corsie a vincere i propri matchup. Invece in midlane mi piace la possibilità di decidere le sorti di una partita con il burst damage.

Riguardo la tua stagione passata, quale elo hai raggiunto in Season 5? Hai ottenuto un buon piazzamento dalle placements?

Ho concluso la Season 5 in Platino 5 dopo essere arrivato fino a Platino 2. Le placements in season 6 le ho terminate 5/5, piazzandomi in Silver 4. Solo ultimamente ho potuto riprendere a giocare in modo concreto per tornare nuovamente ai piani alti.

Viking

La Season 6 di APH The Viking riparte da qui

Sappiamo che attualmente stai collaborando come coach della squadre APH Gaming T1: cosa si prova a guardare gli altri giocare e stare dall’altra della barricata?

Stare dall’altro lato è divertente esattamente come lo è giocare. Sono contento di poter mettere a disposizione le mie conoscenze per aiutare il team di APH a crescere quanto piú possibile. Penso e spero che, grazie al mio aiuto, il team possa raggiungere un alto livello competitivo in modo da poter competere contro le grandi realtà italiane.

Quali sono i consigli o gli ammonimenti che ti ritrovi a dare più spesso ai giocatori?

Per quanto riguarda le partite di team penso che l’errore ricorrente sia quello di una scarsa comunicazione in partita dovuto a cali di concentrazione. Consiglio sempre ai ragazzi di parlare il più possibile e dire qualunque cosa accada. Un altro fattore ricorrente é quello del warding: si utilizzano sempre pochi lumi, perdendo visione della mappa ed esponendosi a gank, senza considerare la difficoltà di tenere sotto controllo gli obiettivi.

L’introduzione della figura di coach anche sullo stage dell’LCS è stata secondo te fondamentale?

Penso che l’ingresso dei coach abbia dato piú ordine alla situazione; i coach aiutano con strategie, allenamenti, preparazione alla partita, pick and ban, sono un pó il cervello dietro i  5 cyber-atleti. Sono convinto che la presenza sul palco sia fondamentale soprattutto per i player: in questo modo hanno qualcuno su cui contare che sta esattamente dietro di loro e li aiuta nella fase del pick che rappresenta una fase cruciale dell’off-game, vitale per il match da disputare.

Quale contributo determinante può dare, secondo te, un coach alla squadra?

Molti giocatori di League of Legends hanno doti immense ma non sanno come comportarsi in certe fasi del game. Il coach rappresenta la figura di organizzazione del lavoro: crea tattiche, strategie e rotazioni che il team assimilerà per prendere pieno controllo del gioco. Penso inoltre che la figura del coach doni tranquillità alla squadra: sapendo che esiste una figura esterna che cura questi aspetti non devono preoccuparsi di altro se non di trasmettere le proprie abilità in partita.

Viking

Deilor, coach dei Fnatic

Quando sei entrato in APH? Come mai l’hai scelta?

Sono entrato in APH durante le sue prime fasi, quando era ancora una semplice multigaming; avevo fatto richiesta con l’idea di avere un team e di divertirmi ma quando il Presidente mi ha detto che voleva che APH diventasse una ASD sono stato uno dei primi a dire di sì. Ho scelto APH per la sua serietá, per i servizi offerti e per la chiarezza. Mi son trovato dentro ad un gruppo di amici con un obiettivo unico che é quello di migliorare.

Per chi ancora non ti conoscesse: in quali orari possiamo trovarti in streaming?

Ultimamente non sto streammando molto in quanto sono impegnato per lo piú con il T1 e anche con il mio Team che fa parte dell’Academy. Ho inoltre difficoltà ad avere orari fissi per via del mio lavoro che non mi permette di pianificare bene la settimana a causa dei turni variabili.

Ti ringraziamo per il tempo che ci hai concesso Donatello e ti auguriamo il meglio per il tuo futuro competitivo e nella vita. Hai qualche ringraziamento da fare prima di salutarci?

Sono grato ad APH per la grande opportunità datami di gestire questo team. Spero che le mie conoscenze e il mio aiuto li porti a livelli altissimi in modo da dare grandi soddisfazioni sia ad APH che a loro stessi.

Vorrei ringraziare in particolare il Presidente Fabio Vittori per l’occasione che mi é stata concessa, sperando di ripagare la loro fiducia con grandi risultati.

Noi di APH salutiamo The Viking e vi diamo appuntamento alla prossima settimana con una nuova intervista.


Articolo curato e realizzato da Francesco Lombardo – Deugemo (Facebook)/@DeugemoTwo (Twitter)

Per saperne di più su The Viking: Facebook, Twitch

Maggiori informazioni su APH Gaming ASD, APH Gaming T1


 

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